CISLIANO (Milano)

La telefonata è arrivata nel cuore della notte. "Edith non esiste più". Il padre della bambina di 2 anni, sotto choc, si è precipitato nell’appartamento dove la figlia viveva assieme alla madre, sperando che quelle parole fossero l’ennesima provocazione di una donna disperata. Una speranza che si è spenta quando ha varcato la porta della villetta di Cisliano (Milano) e si è trovato davanti a una scena straziante: la piccola esanime – soffocata mentre dormiva, da una prima ipotesi, che dovrà essere però confermata oggi dall’autopsia – e la madre semi incosciente. Tagli alle braccia, nel tentativo di togliersi la vita, frasi sconnesse. Un raptus, forse. Ma anche un infanticidio ’progettato’, come hanno compreso subito i carabinieri quando hanno visto i tanti foglietti attaccati allo specchio della camera da letto. Patrizia Coluzzi, 41 anni, si ’scusava’ con gli altri 2 figli piccoli – avuti da una precedente relazione – per quello che stava per compiere. A suffragare un desiderio di vendetta nei confronti del padre di Edith, si aggiunge il messaggio rabbioso a lui indirizzato, domenica sera, attraverso Facebook: "Caro marito, vai a denunciarmi ancora per calunnia e diffamazione. Denunciami ancora per sequestro di minore. Edith è la mia bambina". La donna, che contro l’uomo aveva presentato una denuncia per maltrattamenti, si trova in stato di fermo per omicidio volontario, piantonata all’ospedale di Magenta dov’è ricoverata.

Graziano Masperi