Milano, 23 ottobre 2017 - Migliora, ma non quanto servirebbe: lo smog in Valpadana resta. E il ritorno di un super anticiclone, annunciato dalle previsioni meteo, non aiuterà di certo. Il vento che da ieri soffia su Milano e su parte della Lombardia ha migliorato un po' la qualità dell'aria, ma non abbastanza da far venire meno le misure anti smog, introdotte nei giorni scorsi per il superamento della soglia dei 50 microgrammi per metro cubo. In base agli ultimi dati forniti da Arpa Lombardia i valori di pm10 nelle province lombarde, restano ancora sopra i 50 microgrammi per metro cubo, sebbene i dati si siano quasi dimezzati in molte città e con un ulteriore deciso decremento già in queste ore. A Milano si è passati da 128 a 74, a Monza da 129 a 54 fino a Varese (da 121 a 60) e a Como (da 121 a 50). Discorso a parte per Bergamo dove oggi scattano le limitazioni di 'secondo livello' che si applicano dopo 10 giorni consecutivi di superamento della soglia limite di 50 microgrammi per metro cubo di pm10. Non solo lo stop a diesel Euro 3 e Euro 4 , ma anche limitazioni ulteriori all'utilizzo di impianti di riscaldamento a biomassa legnosa.

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In generale, in Lombardia, ci dovrebbe essere un drastico abbassamento dei valori, atteso dalle previsioni di Arpa, dovuto all'arrivo del vento e ai provvedimenti del protocollo del bacino padano fin qui adottati. Anche per la giornata di oggi e di domani le condizioni climatiche dovrebbe giocare a vantaggio dell'aria pulita: sono previsti venti moderati, localmente forti sui settori occidentali e in montagna, condizioni dunque che aiutano la dispersione degli inquinanti. Tutto questo fino a mercoledì quando invece tornano le condizioni meteo che sono più favorevoli all'accumulo delle polveri sottili.

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PIEMONTE - Buone notizie da Torino. Gli effetti del vento che da ieri spazza l'aria della città persistono e nei prossimi giorni ci saranno solo le limitazioni al traffico del 'livello base', cioè fino a Euro 2 per i diesel, euro 0 benzina, gpl e metano. La concentrazione di Pm10 è quindi rimasta sotto il valore di 50 microgrammi al metro cubo. Lo conferma una nota dell'amministrazione comunale che "continua a vigilare su eventuali nuovi superamenti, per stabilire se e quando far scattare di nuovo il semaforo arancio, primo livello emergenziale nella lotta alla qualità dell'aria, nell'interesse della salute dei cittadini".

EMILIA ROMAGNA - La situazione resta complicata anche in Emilia Romagna. La pioggia è arrivata, ma non è bastato: tra Bologna e dintorni restano le limitazioni al traffico, più gli altri divieti, contro lo smog. L'ultimo bollettino dell'Arpae rileva infatti che gli sforamenti dei livelli di Pm10 nell'aria hanno superato il valore medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo per 10 giorni consecutivi con punte di 84 e 87. Ieri i valori oscillavano tra un minimo di 62 e un massimo di 68. Dunque, "proseguono fino a giovedì 26 compreso le misure emergenziali di primo livello scattate venerdì scorso", informa la Città metropolitana. Ovvero: tra le 8.30 e 18.30 blocco della circolazione esteso a tutti i veicoli (auto e commerciali) diesel euro 4 oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e i benzina euro 0-1, già interessati dalle restrizioni previste da ottobre a marzo. Le limitazioni riguardano i Comuni dell'agglomerato di Bologna (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa) oltre a Bologna e Imola. Rimane anche l'obbligo di abbassare il riscaldamento di almeno un grado fino ad un massimo di 19 nelle case, negli uffici, nei luoghi ricreativi ed attività commerciali, e non oltre i 17 gradi per stabilimenti industriali e artigianali (esclusi ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive).

Inoltre, se da oggi a giovedì, cioè nell'intervallo fino al prossimo bollettino sulla qualità dell'aria ci fossero sforamenti consecutivi, "scatteranno le misure emergenziali di livello 2", avvisa la Città metropolitana. Sono esclusi dalle limitazioni tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e Gpl, o con almeno tre persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga che verranno specificati nelle ordinanze dei singoli Comuni. 

A Modena resteranno valide fino a giovedì 26 ottobre compreso le misure emergenziali antismog che estendono il divieto di circolazione anche ai veicoli diesel Euro 4 in tutta l'area all'interno delle tangenziali, dalle 8.30 alle 18.30. Nei rilevamenti relativi a ieri delle Pm10, Modena ha ancora livelli superiori ai limiti, come anche a Piacenza, Parma, Reggio e Ferrara. Per Modena si tratta dell'11esimo giorno consecutivo. Le misure emergenziali sono applicate da martedì 17 ottobre. In vigore quindi fino a giovedì, nei Comuni con oltre 30.000 abitanti (eccetto Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena), i limiti alla circolazione per i veicoli più inquinanti che, oltre a quelli della manovra ordinaria (stop per Euro 0 e Euro 1, i diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2 e Euro 3, i ciclomotori e motoveicoli Euro 0 in tutta l'area all'interno delle tangenziali, dalle 8.30 alle 18.30 dal lunedì al venerdì), si estendono appunto ai diesel Euro 4. 

MOBILITA' SOSTENIBILE: I FONDI - A partire dal 2019 ci saranno 100 milioni l'anno da destinare a "progetti sperimentali e innovativi di mobilità sostenibile" proposti da comuni e città metropolitane, a valere sul fondo ad hoc creato con la finanziaria per il 2016. È quanto si legge in una nuova bozza della manovra, che potrebbe essere ancora modificata prima dell'arrivo in Parlamento. La norma, spiega la relazione illustrativa, è finalizzata all'attuazione degli indirizzi contenuti nel Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, e consentirà di accelerare, in maniera significativa, il processo di rinnovo del parco rotabile con l'introduzione di mezzi su gomma ad alimentazione alternativa e relative infrastrutture di supporto, con effetti in termini di miglioramento della qualità dell'aria e del servizio offerto ai cittadini.