Traffico, inquinamento (Pressphoto)
Traffico, inquinamento (Pressphoto)

Roma, 6 ottobre 2021 - Azioni per preservare la salute dei più piccoli dagli effetti dello smog, che possono essere trasmessi dai genitori ai figli. È quanto chiesto dal documento 'Ambiente e primi 1000 giorni' presentato oggi e sottoscritto dalle principali società scientifiche in ambito pediatrico, come la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), la Società italiana di neonatologia (Sin) e la Società italiana di pediatria (Sip).  

I firmatari sottolineano l’importanza dei recenti studi che hanno indagato sugli effetti prolungati dell’inquinamento atmosferico sui primi 1.000 giorni dei bambini, periodo che va dal concepimento alla fine del secondo anno di vita. È in questa fase di formazione degli organi che i più piccoli sono vulnerabili.  

Le ricerche confermano che la nocività dello smog può essere transgenerazionale, ovvero trasmessa dai genitori ai figli. Tra gli effetti negativi riscontrati dagli studi, l’aumento della mortalità infantile, disturbi dello sviluppo neurologico, obesità, compromissione della funzione polmonare, asma e otite media.  

“Il documento di consenso è focalizzato sull’inquinamento dell’aria dovuto a particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono, prodotti da mezzi di trasporto, riscaldamento domestico e emissioni industriali”, chiosa Luca Ronfani, epidemiologo dell’ospedale infantile 'Burlo Garofolo' di Trieste e referente scientifico di 'Ambiente e primi 1000 giorni'. 

L’appello contenuto nel documento è quello di agire in modo concreto per migliorare formazione, conoscenze e prevenzione sui rischi dell’inquinamento. “Conoscere il rischio può consentire di adottare strategie di prevenzione in grado di salvaguardare la salute futura del singolo individuo e delle successive generazioni”, spiega Rino Agostiniani della Sip. 

“A seguito delle evidenze accumulate” – precisa Francesco Forastiere dell’Environmental research group dell’Imperial college di Londra – “le nuove linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità, pubblicate il 22 settembre, hanno ridotto in modo considerevole i valori limiti per l’esposizione a lungo termine agli inquinanti più dannosi per la salute”. 

Inoltre l’inquinamento atmosferico e il rumore del traffico stradale potrebbero compromettere la salute cardiaca degli adulti. Soprattutto se questi sono donne ex fumatrici o con problemi di pressione cardiaca alta. Un’ipotesi che emerge da uno studio sulle relazioni tra l’esposizione allo smog e l’insufficienza cardiaca, guidato dalla professoressa di Salute ambientale Youn-Hee Lim dell’università di Copenaghen e pubblicato oggi sulla rivista Journal of the American heart association.  

La ricerca ha esaminato i dati raccolti da uno studio avviato nel 1993 che ha coinvolto oltre 22 mila infermiere danesi di età pari o superiore ai 44 anni. Il gruppo di ricerca le ha monitorate per circa 20 anni, fino al 2014. “Abbiamo scoperto che l'esposizione prolungata a specifici inquinanti atmosferici e al rumore del traffico stradale può contribuire ad aumentare il rischio di complicazioni cardiache, e che tale correlazione sembra portare a conseguenze più gravi tra gli ex fumatori e le persone con pressione sanguigna elevata”, spiega il capo della ricerca. Che propone delle misure per ridurre i possibili effetti negativi: “Per ridurre al minimo gli impatti delle esposizioni, dovrebbero essere implementate misure pubbliche di controllo delle emissioni”.