Antonella Sicomero, 10 anni, di Palermo: trovata soffocata in casa dopo una sfida social
Antonella Sicomero, 10 anni, di Palermo: trovata soffocata in casa dopo una sfida social
Dopo la tragedia di Antonella, vittima a 10 anni di una sfida estrema lanciata sui social (l’indagine a Palermo punta il dito contro TikTok) che l’ha portata a soffocarsi, le istituzioni si interrogano su cosa fare per contrastare gli effetti negativi delle piattaforme sui nostri figli. Smartphone vietati agli under 14, ingresso in Rete solo con la Spid (l’identità digitale), chiusura dei social pericolosi: sono tante le idee, ma poche le strade da percorrere. Professor Lamberto Maffei, come si vince la ‘guerra’ con i social? "I social devono essere regolati dalla politica – risponde il neurologo e vice presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei –. C’è una mancanza forte da parte dei due principali istituti educativi: famiglie e scuola. I figli non ascoltano più i...

Dopo la tragedia di Antonella, vittima a 10 anni di una sfida estrema lanciata sui social (l’indagine a Palermo punta il dito contro TikTok) che l’ha portata a soffocarsi, le istituzioni si interrogano su cosa fare per contrastare gli effetti negativi delle piattaforme sui nostri figli. Smartphone vietati agli under 14, ingresso in Rete solo con la Spid (l’identità digitale), chiusura dei social pericolosi: sono tante le idee, ma poche le strade da percorrere.

Professor Lamberto Maffei, come si vince la ‘guerra’ con i social?

"I social devono essere regolati dalla politica – risponde il neurologo e vice presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei –. C’è una mancanza forte da parte dei due principali istituti educativi: famiglie e scuola. I figli non ascoltano più i genitori, perché manca la comunicazione, affidata solo al web. Non ho buoni presagi, stiamo crescendo ragazzi ’sempliciotti’. I social fanno opinione e formarsi un’idea con una piattaforma che dice di tutto, vero e falso, è impossibile: il cervello viene ingombrato da troppe informazioni e non lavora bene".

Una bimba che a 8 anni ha gli stessi profili su Facebook, Instagram e TikTok di un influencer cosa significa?

"Ormai la scuola non conta più niente per i giovani, basti pensare che al sud l’abbandono scolastico è vicino al 33%. Ora grazie ai social l’importante è avere soldi, apparire ’figo’, avere la macchina più grossa o il vestito più alla moda. I social sono una continuazione della televisione e prendono tutti i lati negativi".

Gli smartphone hanno rivoluzionato in pochi anni il mondo: anche i genitori sono stati travolti da questi strumenti super potenti?

"La famiglia dà il cattivo esempio ora, usando troppo i cellulari: in auto, a tavola, a letto. La rivoluzione digitale è la causa della globalizzazione: i limiti geografici sono spariti, ma i limiti tra gli uomini non sono spariti. La digitalizzazione è una scienza ed è progresso, ma cosa ci dà? Il giovane ci ha perso, perché ha perso capacità basilari di sviluppo. Alle elementari è difficile insegnare a parlare, mi raccontava una maestra a un seminario, perché i bimbi preferiscono scrivere messaggini. Invece, con la parola si trasmette l’armonia e il significato. Ormai siamo sudditi dei social, siamo imbevuti dai messaggi e non possiamo scappare: bisognerebbe chiudere tutti questi strumenti".

Vietare l’uso dei telefonini ai minori di 14 anni, come la cocaina a un tossico, darebbe frutti?

"Sono favorevole a proibire i telefonini in classe. Come avviene per le pistole in America quando si entra in aula. Del resto, il cellulare è la pistola dell’intelletto, la maniera con cui si influenza l’altro. A scuola è il caos sul suo uso, e la diminuzione dell’attenzione rientra in questo problema. I giovani sono continuamente distratti dai suoni di mail, messaggi, post, tweet. I ragazzi hanno perso la capacità di parlare l’italiano a forza di usare abbreviazioni o parole inglesi".

Da che età bisognerebbe iniziare a far conoscere le nuove tecnologie ai figli?

"Lo smartphone è una droga: bisogna andarci molto cauti. Steve Jobs non lo faceva neanche vedere lo smartphone ai propri figli fino ai 12 anni. Il controllo famigliare è molto complesso".

Servirebbe una San Patrignano per drogati di social?

"Certo, esistono queste cliniche dove si ricomincia a vivere con gli altri. Creare delle comunità di ragazzi senza cellulare sarebbe molto positivo".

Quali disturbi si rilevano nel cervello di un bimbo ‘drogato’ di social?

"A livello medico, si perde il contatto con la natura, non si comunica coi genitori, si diventa sedentari poi obesi e depressi. A livello intellettuale si cresce infelici, impreparati per la vita di adulti, senza un briciolo di ribellione, privi di interesse verso l’attività sessuale e verso l’altro. Inoltre, aumentano statisticamente i suicidi. Sono variazioni reversibili nei giovani se si cambia vita completamente, altrimenti l’inferno è dietro l’angolo".