di Viviana Ponchia Con una libreria così può dire quello che vuole. Il professore collegato via zoom ha già assolto il candidato. Non sarà preparatissimo, ma parlano per lui le copertine alle sue spalle. La definizione è nitida, i titoli convincenti. Da Buzzati a Céline passando per Malaparte e Salinger, Dostoevskij e Thomas Mann. Se lo ha fatto apposta ha fatto bene. Si è messo la giacca, ha coinvolto i suoi santi protettori. E se si tratta di apparenza va bene lo stesso, i libri con cui viviamo raccontano comunque chi siamo. Ce ne siamo ricordati durante le videoconferenze della pandemia. Averci pensato prima...

di Viviana

Ponchia

Con una libreria così può dire quello che vuole. Il professore collegato via zoom ha già assolto il candidato. Non sarà preparatissimo, ma parlano per lui le copertine alle sue spalle. La definizione è nitida, i titoli convincenti. Da Buzzati a Céline passando per Malaparte e Salinger, Dostoevskij e Thomas Mann. Se lo ha fatto apposta ha fatto bene. Si è messo la giacca, ha coinvolto i suoi santi protettori. E se si tratta di apparenza va bene lo stesso, i libri con cui viviamo raccontano comunque chi siamo. Ce ne siamo ricordati durante le videoconferenze della pandemia. Averci pensato prima sarebbe stato meglio. Perché è lì che finisce qualsiasi ospite attento: prima controlla l’igiene del bagno e subito dopo va a ficcare il naso fra i nostri scaffali.

Lo sanno bene i politici, che magari leggono Fabio Volo, ma si fanno inquadrare con l’Orlando furioso. Lo sanno quelli che per 38 euro ordinano su Amazon "La scatola di libri finti vintage" venduti con una motivazione ineccepibile: "Il libro di simulazione decora la tua casa e rende il tuo espositore più culturale". Capito? Un po’ come all’Ikea, dove i volumi sono vuoti, ma fanno un figurone. Sui fondali pieni di storie il librario londinese Stephen Foster si è addirittura inventato una carriera parallela: compone librerie per i set cinematografici, procura opere introvabili, rende credibili i personaggi e anche la finzione. Del resto lo abbiamo fatto tutti: fermare l’immagine del film per capire cosa tenga sul comodino Bridget Jones oltre ai fazzoletti. E cosa legge James Bond? Tomi sulle Aston Martin, sulle Highlands e anche il trattato ornitologico Birds of the West Indies scritto proprio dal James Bond cui Ian Fleming ha rubato il nome. Sfida per veri intenditori è scoprire quali titoli siano venerati dentro l’appartamento di Sean Connery nel film Scoprendo Forrester di Gus Van Sant. Tutti sono troppi, ma questi possono bastare a inquadrare l’impegnativo soggetto: Viaggio al centro della terra di Jules Verne, 4 romanzi del giapponese Yukio Mishima, 3 opere filosofiche di Kierkegaard, un po’ di Joyce e di Cartesio, La Divina Commedia e uno studio di Simone de Beauvoir sul marchese De Sade. Johnny Depp legge Love story in Dark Shadow. Colin Firth, che ha intenzione di suicidarsi di lì a poco in A single man, sfoglia Colazione da Tiffany seduto sul gabinetto (e sulle letture in bagno si apre un mondo).

Il libraio Foster non si pone limiti. Ha indicato che cosa mettere nelle librerie di La Bella e la Bestia e decorato quelle della Sirenette con cozze e conchiglie. Ora offre consigli ai musei e non esclude di cominciare presto con i privati. Perché per quanto la casa sia bella e pulita, senza libri siamo nudi. Certo andrebbero anche consumati, ma ai tempi delle videocall sembra un dettaglio trascurabile. Il sito letterario americano Bookriot si è preso il disturbo di catalogare i 20 libri (qui accanto) che gran parte dell’umanità finge di aver letto per far bella figura, conoscendone invece solo trama o versione cinematografica. Chi avesse ospiti da impressionare e non potesse procurarsi un consulente può cominciare da qui.