Un ragazzo chiuso nella propria camera
Un ragazzo chiuso nella propria camera
Roma, 8 giugno 2021 - Dottor De Martino, ciò che avete scoperto sul sito Sanctioned Suicide è un fenomeno diffuso in Italia? "Quelli dell’autolesionismo e di gesti estremi da parte dei minori sono fenomeni che già registriamo – spiega Daniele De Martino, primo dirigente della polizia postale che ha investigato sul caso della community dei due 18enni suicidi –. Tutto ciò è illegale: si tratta di istigazione al suicidio, un argomento giuridico molto scivoloso che apre un dibattito etico a livello mondiale". Esistono molti...

Roma, 8 giugno 2021 - Dottor De Martino, ciò che avete scoperto sul sito Sanctioned Suicide è un fenomeno diffuso in Italia?

"Quelli dell’autolesionismo e di gesti estremi da parte dei minori sono fenomeni che già registriamo – spiega Daniele De Martino, primo dirigente della polizia postale che ha investigato sul caso della community dei due 18enni suicidi –. Tutto ciò è illegale: si tratta di istigazione al suicidio, un argomento giuridico molto scivoloso che apre un dibattito etico a livello mondiale".

Esistono molti forum di questo genere?

"Come tipologia di contenuti sì, sono frequenti, i giovani cercano questi siti. La tempistica per salvare vite in questi casi è determinante, ma molte comunicazioni avvengono in privato e noi non possiamo arrivare". 

Con la pandemia sono aumentati i ragazzi come le due vittime a Roma a rischio suicidio?

"Sì e sono cresciuti tutti i reati informatici perché molta gente è rimasta a lungo chiusa in casa. La solitudine, la difficoltà psicologica ed economica spingono a chiedere aiuto in Rete. In questi mesi è anche diminuita l’età del primo accesso ai social".

Che sistema esiste dietro questi forum?

"Non ci risulta un business economico diretto tra utenti e moderatori. Frequentemente sono comunità internazionali che gestiscono il giro. Il guadagno è legato al numero di persone che entrano nel sito, consentendo ai ’proprietari’ di acquisire dati personali dei follower che poi si vendono on line. Tutto parte da un normale blog rintracciabile su Google e si arriva alla comunità di migliaia di seguaci che si scambiano informazioni".

I moderatori perché creano un sito che aiuta al suicidio?

"Si forma una sorta di setta, con persone fragili psicologicamente che cadono nella rete. A volte i consigli vengono dati da persone convinte di avere ’poteri speciali’ e interessate a ribadire l’importanza del libero arbitrio spingendo su ideologie forti. Le persone esprimono poi concetti ’di massa’ e, se fermati in tempo, dichiarano di ’aver superato il limite delle proprie intenzioni’".

Se è possibile raggiungere queste piattaforme digitali semplicemente accedendo da Google, perché il motore di ricerca le tiene ancora attive?

"Sono scelte. Internet è costruita per essere libera, ma in questo contesto sorgono per noi problemi nella prevenzione e nelle indagini. Più i player si rendono parte attiva a contrastare i reati, più questi ultimi caleranno: Google e gli altri sono decisivi. Anche gli utenti, però, devono segnalare i casi sospetti".

Che consiglio date ai genitori per intervenire in tempo?

"Monitorare il contesto sociale dei ragazzi, parlare loro di più. Le vittime hanno bisogno di ricevere consigli".