Sinodo sull'Amazzonia (Lapresse)
Sinodo sull'Amazzonia (Lapresse)

Città del Vaticano, 18 ottobre 2019 - Il Sinodo dei vescovi spinge per l’ordinazione sacerdotale in Amazzonia di uomini sposati di provata fede. All’assise dedicata all'annuncio del Vangelo nel primo polmone verde della Terra, giunta al giro di boa, più della metà dei circoli minori (i presuli sono stati divisi per gruppi linguistici) si esprime a favore dei cosiddetti viri probati. Sette su dodici, per l'esattezza, anche se con sfumature diverse e non sempre all’unanimità. Altri due cenacoli caldeggiano un approfondimento senza preclusioni, tre preferiscono glissare sulla questione.

Dopo la pubblicazione delle sintesi dei circoli, sorridono i sostenitori dell’estensione dei ministeri ecclesiali alle donne, attualmente escluse sia dall’ordine sacro (diaconato, presbiterato ed episcopato), sia dagli uffici laicali (lettorato ed accolitato). In questo caso sono sei i gruppi linguistici pronti alla svolta (o quantomeno a un discernimento approfondito), nessuno alza le barricate. La proposta di creare lettrici e accolite riscuote il maggior numero di consensi fra i vescovi presenti nell'Aula nuova del Sinodo, ma, mentre il circolo Italiano A (moderato da monsignor Flavio Giovenale) suggerisce la creazione del ministero di coordinatrice di comunità, il Portoghese A (retto da monsignor Jesus Cizaurre Berdonces) e lo Spagnolo D (moderatore monsignor Omar de Jesus Mejia Giraldo) invocano chiaramente il diaconato femminile. Sulla scorta del nulla di fatto da parte della task force voluta dal Papa per approfondire il nodo delle diaconesse nella storia del cristianesimo (esistevano e, se sì, erano consacrate?), le previsioni della vigilia volevano che il tema non fosse oggetto di dibattito in assemblea. Ancor più alla luce del documento di lavoro che non ne fa esplicita menzione. Ma l'andamento del dibattito, nelle congregazioni generali come nei cenacoli ristretti, ha voluto diversamente.

Parlandosi di un territorio nel quale sette villaggi su dieci celebrano la messa solo una-due volte l’anno, divergono le strategie avanzate dai padri sinodali per addivenire all'ordinazione di uomini sposati. Meglio se indigeni, è comunque l'orientamento prevalente. Così, i vescovi dell’Italiano A fanno leva sul Codice di diritto canonico, che già al canone 1047, comma 2, paragrafo 3, consente alla Santa Sede di dispensare dall’impedimento per un uomo coniugato di farsi prete. Da par suo, invece, il gruppo linguistico Portoghese B (timoniere monsignor Brito Guimaraes) incoraggia le conferenze episcopali amazzoniche ad attuare la riforma dei viri probati o, in subordine, propone di lasciare ai singoli vescovi la conduzione di quest’esperienza.

Contrari alla riforma alcuni sinodali dell’Italiano A e dello Spagnolo B (moderato da monsignor Edmundo Valenzuela Mellid). Dai primi, che lamentano come un possibile disco verde ai viri probati in Amazzonia ridurrebbe il valore del celibato sacerdotale e farebbe perdere vigore allo slancio missionario, arriva l'idea di sottoporre la questione all’attenzione di un Sinodo universale. Il tema riguarda la Chiesa tutta, è la tesi di fondo di chi evidentemente mette in conto (e accetta) il rischio che la proposta di ordinare preti uomini sposati possa essere avallta su scala mondiale, non più per la sola Amazzonia. Lasciando i temi più divisi, i circoli minori avanzano la richiesta di un rito indigeno, nell’ottica di una piena inculturazione del Vangelo nella selva, così come quella di una chiara conversione ecologica del popolo di Dio.

I contributi dei gruppi linguistici saranno oggetto di discernimento da parte della commissione incaricata di stilare il documento finale dell’assise la cui bozza verrà discussa dai padri sinodali la prossima settimana prima del voto finale previsto per sabato 26. A quel punto ogni decisione sul destino della Chiesa in Amazzonia sarà nelle mani del Papa.