Scenderà da 36 a 32 anni la soglia dei contributi per gli operai dell’edilizia per poter accedere, a 63 anni, all’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico: l’accordo tra governo e partiti di maggioranza, all’interno degli ultimi ritocchi della manovra, sarebbe stato trovato. Due anni in più di quanto chiesto dalla Commissione tecnica sui...

Scenderà da 36 a 32 anni la soglia dei contributi per gli operai dell’edilizia per poter accedere, a 63 anni, all’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico: l’accordo tra governo e partiti di maggioranza, all’interno degli ultimi ritocchi della manovra, sarebbe stato trovato. Due anni in più di quanto chiesto dalla Commissione tecnica sui lavori gravosi, presieduta da Cesare Damiano: un compromesso che rappresenta, però, anche un antipasto del confronto dell’incontro sulle pensioni che si terrà oggi tra i sindacati e il premier Mario Draghi.

Un cantiere, quello previdenziale, che si apre a pochi giorni dallo strappo di Cgil (nella foto il leader Maurizio Landini) e Uil che hanno manifestato contro la manovra, ampliando la spaccatura con la maggioranza che sostiene il governo e con la Cisl. Cosa chiedono i sindacati? Finita Quota 100, la possibilità di uscire in anticipo dal lavoro con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, nel 2022 ci sarà Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi).

Una strada che non è piaciuta a Cgil, Cisl e Uil che rilanciano per mandare in pensione i lavoratori da 62 anni (o con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età). Tra le proposte, c’è quella di sostenere con soluzioni adeguate le donne: per loro chiedono di riconoscere un anno di contributi in più per ogni figlio o un anno ogni cinque dedicati alla cura di familiari non autosufficienti. C’è il tema giovani, di quanti svolgono lavori discontinui, precari e poveri e rischiano di andare in pensione a 70 anni e più con assegni non dignitosi: per loro – è il pressing – va costruita una pensione di garanzia. E ci sono i pensionati di oggi, per i quali si chiede di rafforzare la quattordicesima.