Foto di gruppo dell'Eunwa, rete europea del controllo di vicinato
Foto di gruppo dell'Eunwa, rete europea del controllo di vicinato

Venezia, 20 settembre 2019 - Un esercito di pattuglie civiche, volontari attivi nel Vecchio Continente, occhi vigili puntati sulla vita nei quartieri. Nei giorni scorsi, a Venezia, Eunwa - associazione europea di sorveglianza del vicinato, nata nel 2014 - ha firmato un accordo “per incentivare la partecipazione alla sicurezza delle comunità”, come spiega Roberta Bravi, avvocato, vicepresidente della rete italiana e legal advisor di quella europea. Network che - è la stima - “rappresenta 20 milioni di cittadini”.

Il board di Eunwa, rete europea sul controllo di vicinato

Sono 100mila famiglie solo in Italia, addirittura 3,8 milioni in Inghilterra (dati istituzionali), 110mila in Svizzera, 1 milione in Svezia. Insomma numeri che raccontano storie molto diverse. Anche per questo, forse, c’è bisogno di stringere i rapporti.

AL CONGRESSO hanno partecipato 12 Paesi. La Carta di Venezia, com’è stata subito ribattezzata, vuole mettere il turbo alla cooperazione internazionale puntando su tre parole chiave: legalità, sicurezza e prevenzione. Leonardo Campanale, vicepresidente di Eunwa e numero uno nazionale, chiarisce l’obiettivo: “Sviluppare una più forte e intensa collaborazione per promuovere la pratica che sta alla base del controllo di vicinato, ma anche una maggiore attenzione alla prevenzione del degrado, sociale ed urbano, con incremento della sicurezza collettiva”. La rete s’allarga e nel circuito entrano ad esempio  City Angels, Rangers d’Italia, Guardie zoofile. “La cooperazione è capacità di prendersi cura dei propri interessi, attraverso la cura del prossimo”, rimarca Bravi. La Regione Veneto si è dimostrata da subito molto sensibile al progetto. Qui è stata appena approvata una legge sul controllo di vicinato, primo firmatario il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, presente all’assise sulla sicurezza.
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