Ordine pubblico: il Green pass sui luoghi di lavoro apre scenari inesplorati
Ordine pubblico: il Green pass sui luoghi di lavoro apre scenari inesplorati
di Giovanni Rossi "Non siamo lavoratori come tutti gli altri". Non è il testuale ma la sintesi: di quello che pensano (e con altre parole dicono) poliziotti, carabinieri, agenti di custodia, vigili del fuoco non vaccinati che paventano rischi, chiedono lumi, lanciano proposte in vista del debutto del Green pass. Chi non riuscisse a fare il tampone in tempo utile domani non potrà lavorare. E chi invece entrasse in servizio con la certificazione verde in scadenza vuole sapere come regolarsi: potrà concludere un arresto oppure, all’ora X, dovrà abbandonare il turno e tornare a casa? "Il possesso del Green pass valido al momento del controllo consentirà al titolare la prosecuzione del servizio sino a...

di Giovanni Rossi

"Non siamo lavoratori come tutti gli altri". Non è il testuale ma la sintesi: di quello che pensano (e con altre parole dicono) poliziotti, carabinieri, agenti di custodia, vigili del fuoco non vaccinati che paventano rischi, chiedono lumi, lanciano proposte in vista del debutto del Green pass. Chi non riuscisse a fare il tampone in tempo utile domani non potrà lavorare. E chi invece entrasse in servizio con la certificazione verde in scadenza vuole sapere come regolarsi: potrà concludere un arresto oppure, all’ora X, dovrà abbandonare il turno e tornare a casa? "Il possesso del Green pass valido al momento del controllo consentirà al titolare la prosecuzione del servizio sino a conclusione", chiarisce la circolare firmata dal capo della polizia Lamberto Giannini.

Ma le ipotesi problematiche formulate dai sindacati del comparto sicurezza si moltiplicano di ora in ora: dal difficile controllo dell’ordine pubblico nelle tante manifestazioni previste in concomitanza con l’obbligatorietà del Green pass al lavoro, alla suddivisione dei turni o dei carichi nelle piccole stazione dell’Arma. "È impensabile lasciare a casa anche un solo poliziotto, soprattutto dopo l’impegno e i sacrifici degli ultimi mesi. Le forze dell’ordine hanno lavorato con coraggio e professionalità anche nei momenti più duri della lotta al Covid, senza vaccini e con i contagi in salita Meritano rispetto e gratitudine, non complicazioni", si schiera il segretario leghista Matteo Salvini.

L’esame dei numeri è un’esplosione di insidie. Se tra il 15 e il 35% dei poliziotti addetti ai reparti mobili non è vaccinato, da domani la capillarità del servizio potrebbe entrare in tensione. I non vaccinati sarebbero tanti: 135 su 350 a Firenze, 110 su 600 a Roma, 105 su 550 a Milano, 45 su 350 a Genova. Percentuali analoghe nelle altre grandi città. Per un totale di 18mila poliziotti non vaccinati su 98mila. Sono stime, ovviamente. E comunque numeri non definitivi, perché il personale potrebbe essersi immunizzato direttamente senza comunicarlo.

Al Viminale tirano dritto. La linea è istituzionale: i poliziotti non chiedono favori. Quindi chi è senza Green pass non potrà lavorare: sarà considerato assente ingiustificato con sospensione dello stipendio. Una sola clausola di alleggerimento: in caso di verifiche con l’app C19, qualora il controllo avvenisse dopo l’accesso in ufficio, il dipendente potrà dichiarare "il mancato possesso della certificazione verde evitando così le ulteriori conseguenze previste dalla normativa". La percentuale di carabinieri non vaccinati oscilla, a seconda delle stime, tra il 5 e il 10%. Tuttavia "l’assenza dal lavoro" per difficoltà ad eseguire i test antigenici "rischia di ridurre i servizi", osserva l’Unione sindacale carabinieri italiani in rappresentanza dei suoi 5mila iscritti su 110mila appartenenti all’Arma.

Protestano anche i vigili del fuoco. "L’oggettiva impossibilità di accedere ai tamponi nei territori" per eccesso di domanda o carenza di offerta "rischia di causare un pesante numero di assenze che avrà la conseguenza di chiudere o depotenziare le sedi e obbligare il personale in possesso del Green pass a pesanti turni di straordinario", denuncia il sindacato autonomo Conapo. I vigili del fuoco chiedono quindi al governo un "accesso riservato, prioritario e gratuito per l’effettuazione dei tamponi, finalizzato a non interrompere i servizi non trasferibili ad altri corpi dello Stato". "Possibile – domanda Conapo – che i vigili del fuoco e la loro missione siano meno importanti degli operatori portuali?"