di Alessandro Farruggia Dopo la Campania tocca alla Sicilia. Le voci su un ’taroccamento’ dei dati in alcune Regioni che non vogliono essere inserite in fascia arancione o rossa si rincorrono da giorni. E sinora sono risultate infondate. Adesso scoppia un nuovo caso per un audio pubblicato ieri dal quotidiano La Sicilia e relativo alla chat di lavoro dei funzionari dell’assessorato Salute della Regione. A parlare è il direttore generale del dipartimento Salute della Regione Sicilia, Mario La Rocca. "Non sento c...i, perché oggi faranno le valutazioni dal ministro e in funzione dei posti letto in terapia...

di Alessandro Farruggia

Dopo la Campania tocca alla Sicilia. Le voci su un ’taroccamento’ dei dati in alcune Regioni che non vogliono essere inserite in fascia arancione o rossa si rincorrono da giorni. E sinora sono risultate infondate. Adesso scoppia un nuovo caso per un audio pubblicato ieri dal quotidiano La Sicilia e relativo alla chat di lavoro dei funzionari dell’assessorato Salute della Regione.

A parlare è il direttore generale del dipartimento Salute della Regione Sicilia, Mario La Rocca. "Non sento c...i, perché oggi faranno le valutazioni dal ministro e in funzione dei posti letto in terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede. Non è accettabile che si subiscano restrizioni perché c’è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti Covid. Sono tre settimane che vi chiedo di aprire posti. Se stasera ci chiudono ognuno sarà responsabile di quello che la Sicilia subirà in termini di restrizioni".

Scoppia il caso e già in mattinata il ministero della Salute decide di inviare gli ispettori per fare chiarezza. "I fatti confermano quel che il Pd sostiene da tempo: i conti non tornano. Bene fa il ministro ad inviare gli ispettori nell’isola per far conoscere la verità sui numeri ballerini", attacca il segretario regionale Pd Anthony Barbagallo, che come il M5s annuncia un esposto alla Procura. E si muove anche il governo. "L’audio del dirigente del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana è grave e inaccettabile; non è possibile – interviene il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia – che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi. Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati Covid". E annuncia: "Il governo, attraverso il ministro Speranza si è già attivato per l’invio immediato a Palermo degli ispettori".

Immediata la replica del governatore Nello Musumeci: "La Sicilia è governata da persone perbene. E questo dovrebbe averlo già capito il ministro Boccia. Abbiamo chiesto noi a Roma, ormai una settimana addietro, che si mandino dieci-cento ispettori. Non temiamo alcun controllo e mettiamo così fine a ogni tentativo di speculazione".

Quanto a La Rocca ha ha piena solidarietà da parte dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza ("La Rocca ha fatto bene. I direttori delle aziende sanitarie avevano sottoscritto degli impegni che si devono rispettare") e ribadisce che il senso dell’audio era spingere le Asl siciliane ad allestire più letti."Era uno sprone" ha ribadito ieri. "Ero incavolato: dicevo ai manager di ospedali e Asp – che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano – che non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici". E ieri ha rincarato la dose: "Pur di non svuotare alcuni reparti per destinare i posti letto ai pazienti Covid c’è chi ha scritto nelle cartelle cliniche diagnosi inventate, ne ricordo una che parlava di tubercolosi, ma non era vero". Altro materiale per gli ispettori e forse anche per la procura.