21 mar 2022

Siccità, centrali idroelettriche "ferme" e bollette della luce. Cosa può accadere

Assoidroelettrica: "Invasi vuoti e impianti in crisi. Troppi progetti bloccati dalla burocrazia". Coldiretti: -87% di precipitazioni in Piemonte

rita bartolomei
Cronaca

Roma, 21 marzo 2022 - Anche la siccità mette a rischio la bolletta della luce. Per capire come, bisogna partire da due numeri di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale. Eccoli: produzione idroelettrica dimezzata, -51,3%, e invasi vicini ai valori minimi dell’ultimo mezzo secolo. L’assenza di pioggia - drammatica nella pianura padana, dura da oltre cento giorni - ha travolto l’agricoltura e finirà nelle tasche dei cittadini. 
Mentre nelle previsioni di Edoardo Ferrara di 3b Meteo per la pioggia al Nord bisogna aspettare almeno una settimana, a inquadrare la portata di quel che sta accadendo bastano le percentuali di Coldiretti. Che intanto ricorda: siamo all'inizio della primavera, dopo il quinto inverno più caldo di sempre. Che a febbraio ha fatto registrare un -87% di precipitazioni in Piemonte e un -52% in Veneto. 

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L’assenza di pioggia ha svuotato laghi e fiumi, mandando in crisi le centrali idroelettriche, “che in Italia sono 4.500, tra piccole e grandi, e garantiscono 45 Terawattora, vuol dire 45 miliardi di Kilowattora, a fronte di 300 che sono il consumo tra famiglie e imprese", premette Paolo Taglioli, bolognese di Lizzano in Belvedere, presidente di Assoidroeletrica, "4,5 miliardi di Chilowattora prodotti e 427 associati", informa il sito. 
Presidente, cosa sta succedendo? L'energia prodotta dalla corsa dell'acqua è in caduta libera?
"Una siccità mai riscontrata prima su tutta Italia, Marche e Abruzzo a parte".

Il lago di Ceresole Reale (Torino) dalla webcam del Comune
Il lago di Ceresole Reale (Torino) dalla webcam del Comune

Le conseguenze sulle centrali idroelettriche?

"Molte sono completamente ferme o stanno lavorando al minimo, al 10-20 o 30% del loro carico".

Quali sono le zone più critiche?

"Penso alla Valle dell'Orco, in Piemonte, nel Canavese. Il lago di Ceresole Reale è completamente vuoto".

Quindi tutto bloccato?

"Sì, le centrali sono ferme. Ma la cosa più allarmante è che le montagne sopra al lago, siamo sul Gran Paradiso, tra Piemonte e Valle d'Aosta, sono completamente spoglie di neve".

Il Piemonte al centro della crisi.

"A Casale Monferrato i nostri associati hanno una disponibilità d'acqua di 45 metri cubi al secondo, rispetto ai 170 dello scorso anno in questi giorni. Anche così, la centrale riesce comunque a lavorare. Una delle poche. Ma anche in Emilia Romagna la situazione è drammatica. Non si era mai riscontrata prima".

Quali saranno le ricadute sulle famiglie?
"Inevitabile, aumenteranno le bollette della luce. Ma è anche un problema per l'erario. In un momento così delicato avremmo potuto versare imposte, se fossimo riusciti a produrre energia. Invece ora dovremo comprare gas".
Qual è la soluzione?

"Sviluppare quanto più possibile gli impianti di produzione da fonti rinnovabili. Invece in tutta Italia le autorizzazioni sono bloccate nel pantano della burocrazia". 

La vostra richiesta?

"Abbiamo scritto al premier Draghi, chiediamo con urgenza lo stato di calamità. Perché la crisi provocata dalla siccità è gravissima".


 

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