di Donatella Miliani CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) La parrocchia di San Pio X, una delle più popolose di Città di Castello, è sotto choc. Nel giro di pochi mesi sia il parroco don Samuele Biondini di 50 anni, che il vice David Tacchini di 40, hanno deciso di lasciare la tonaca per seguire le ragioni del cuore. Perché, insomma, si sarebbero innamorati ("l’uno di un’infermiera Covid, l’altro di una suora laica" dicono i parrocchiani). Salgono così a tre i casi di religiosi che in Umbria nelle ultime settimane hanno detto addio all’abito talare. Circa un mese fa era stato Riccardo Ceccobelli, 42 anni, ormai ex parroco di Massa Martana, ad annunciare dall’altare la scelta di abbandonare la tonaca "per amore di Laura". Ora anche don Samuele, stimatissimo...

di Donatella Miliani

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia)

La parrocchia di San Pio X, una delle più popolose di Città di Castello, è sotto choc. Nel giro di pochi mesi sia il parroco don Samuele Biondini di 50 anni, che il vice David Tacchini di 40, hanno deciso di lasciare la tonaca per seguire le ragioni del cuore. Perché, insomma, si sarebbero innamorati ("l’uno di un’infermiera Covid, l’altro di una suora laica" dicono i parrocchiani). Salgono così a tre i casi di religiosi che in Umbria nelle ultime settimane hanno detto addio all’abito talare. Circa un mese fa era stato Riccardo Ceccobelli, 42 anni, ormai ex parroco di Massa Martana, ad annunciare dall’altare la scelta di abbandonare la tonaca "per amore di Laura". Ora anche don Samuele, stimatissimo punto di riferimento per la comunità tifernate che lo definisce: "un prete sempre vicino agli ultimi, nonostante una delicatissima situazione di salute" e il suo vicario David (che in verità si era allontanato già da diversi mesi visto il turbamento che lo aveva coinvolto), fanno lo stesso. A dare la notizia del doppio ’addio’ ai fedeli – che non resteranno comunque ’orfani’ visto che già da sabato la guida pastorale della parrocchia verrà affidata a padre Giuseppe Renda, guardiano del convento di San Giovanni Battista agli Zoccolanti – è stato il vescovo Domenico Cancian.

In una nota il monsignore spiega che i due "hanno chiesto e ottenuto la dispensa del Santo Padre dagli obblighi derivanti dalla Sacra Ordinazione. Il Presbiterio e la comunità diocesana accolgono con sofferenza e rispetto la libera decisione di David e Samuele". Se la scelta di don David era ormai stata metabolizzata dai tifernati, la notizia dell’addio alla tonaca di don Samuele ha sorpreso più di uno. A cominciare dal sindaco, Luciano Bacchetta, la cui parrocchia di riferimento è proprio quella di San Pio X. "In effetti sono spiazzato. Cosa penso? Rispetto tutti ovviamente ma voglio sottolineare la mia vicinanza al vescovo Cancian. Mi rendo conto di quanto sia difficile per lui gestire una situazione simile". Il dispiacere tra i parrocchiani è evidente anche se nei commenti prevale l’ammirazione per il coraggio e la trasparenza dimostrati dai religiosi nell’intraprendere il difficile percorso della verità. L’unica che non riesce a trattenere le lacrime è Cicia, la storica perpetua della chiesa di San Pio X: "È da 40 anni che sono qui, mai mi sarei aspettata di trovarmi in una situazione simile". I più dicono però di "apprezzare la lealtà" degli ormai ex parroci. Ma c’è pure chi, come un parrocchiano anziano di nome Gianfranco, si mostra interdetto: "Uno può capitare, ma due nel giro di sei mesi!". Il vescovo Cancian ricorda, intanto, la posizione della Chiesa sul celibato: "Esprimo profonda gratitudine ai sacerdoti che con gioia si donano quotidianamente e per tutta la vita nel generoso esercizio del ministero in favore del popolo di Dio. Chiediamo al Signore il dono della fedeltà a tutte le vocazioni".

A prendere atto della situazione e della necessità di aprire una riflessione profonda sull’accaduto arriva infine il presidente della conferenza episcopale umbra, Renato Boccardo. "Nel pieno rispetto delle scelte personali, che generano sofferenza nei diretti interessati e nelle rispettive diocesi" dice, va rivalutato attentamente l’iter formativo "che porta al sacerdozio. Alla luce di queste decisioni dobbiamo approfondire anche il ruolo che i seminari hanno nel percorso vocazionale. È bene ricordare che il celibato è un orientamento ‘altro’ che si dà alla propria vita e quindi anche alla propria affettività e sessualità e lo si può vivere in pienezza e con il cuore colmo di gioia solo rispondendo pienamente alla chiamata del Signore. Le scelte di questi sacerdoti vanno accompagnate con la preghiera. È un momento di prova per le Chiese locali".