Viviana Ponchia Ci vuole più coraggio a togliersi le mutande o a dire quello che si pensa? A 63 anni Sharon Stone si prende l’ultima soddisfazione: "Perché solo Meryl Streep deve essere considerata brava?". Impavida. Aveva iniziato ad allentare i freni inibitori nell’autobiografia in cui...

Viviana

Ponchia

Ci vuole più coraggio a togliersi le mutande o a dire quello che si pensa? A 63 anni Sharon Stone si prende l’ultima soddisfazione: "Perché solo Meryl Streep deve essere considerata brava?". Impavida. Aveva iniziato ad allentare i freni inibitori nell’autobiografia in cui svelava l’inganno con cui, in Basic Instinct, quel traditore di Paul Verhoeven le fece levare gli slip. Ha rinunciato per sempre alla diplomazia in una recente intervista dove sostiene che l’illustre collega è sopravvalutata. Per carità, tanto brava. Ma non più di altre attrici tra le quali Emma Thompson e Kate Winslet. E ovviamente se stessa. Che non ci sta a passare solo per bella o femme fatale. È la rivolta contro la prima della classe, la cocca dello showbiz hollywoodiano.

Un’uscita alla Trump, che prima di essere cacciato dai social aveva definito a sua volta la Streep "una lacchè di Hillary Clinton" osannata da una cricca di insopportabili liberali. Ma fatta dall’alto di un quoziente di intelligenza altissimo, quindi attendibile e argomentata. Chi le ha fatto l’intervista ne ha pestata una grossa domandandole se fosse contenta di essere finalmente riuscita a lavorare con quel mostro sacro in Panama Papers. E perché il contrario non lo chiedete mai? Perché lei non dovrebbe essere contenta di avere lavorato con me? Vai così, sull’onda del consiglio dello scrittore William Gibson: prima di diagnosticarti bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.