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31 mag 2022

Sfregiate con l’acido dalle rivali in amore

Due sorelle di 17 e 24 anni aggredite di notte vicino a casa: avevano da poco litigato al bar per uno sguardo di troppo a un ragazzo

31 mag 2022
nino femiani
Cronaca
Martina Levato ha rimediato una condanna definitiva a 19 anni per una serie di aggressioni con l’acido
Martina Levato ha rimediato una condanna definitiva a 19 anni per una serie di aggressioni con l’acido
Martina Levato ha rimediato una condanna definitiva a 19 anni per una serie di aggressioni con l’acido
Martina Levato ha rimediato una condanna definitiva a 19 anni per una serie di aggressioni con l’acido
Martina Levato ha rimediato una condanna definitiva a 19 anni per una serie di aggressioni con l’acido
Martina Levato ha rimediato una condanna definitiva a 19 anni per una serie di aggressioni con l’acido

di Nino Femiani

La dinamica e il movente restano ancora sotto una pellicola di opacità che non permette di valutare appieno le responsabilità. È evidente solo l’orrore che l’agguato della scorsa notte, in una delle zone più popolari di Napoli, suscita tra la gente. Due giovani sorelle – 24 e 17 anni – sono state sfregiate con l’acido lanciato da una banda di giovanissimi che viaggiavano in sella a tre motorini. Un blitz vigliacco che ha avuto per bersaglio due giovani donne che tornavano a casa, nel centralissimo quartiere di Materdei.

Tutto avviene intorno all’una e mezza di notte. Le due sorelle – le chiameremo Silvia e Anna, anche se non è questo il loro vero nome – si avviano a piedi dalla zona del Museo Nazionale verso casa. È tardi, accelerano il passo per tornare rapidamente tra le mura domestiche, al sicuro. Si guardano intorno, camminano guardinghe quasi temessero di finire nel mirino di qualcuno. Agli uomini della Squadra mobile, molto più tardi, racconteranno che hanno avuto un diverbio con alcune ragazze mentre stavano sedute a un baretto del Centro storico, dalle parti di piazza Bellini. Una lite banale, scaturita da un’occhiata che Anna, la sorella più piccola, avrebbe fatto a un ragazzo. "Che guardi, str….", ringhia un’adolescente di un gruppetto. Una scenata di gelosia in piena regola, davanti a tanti, fino a quando Silvia, la più grande delle sorelle, per difendere Anna, allunga uno spintone alla morosa su di giri. Trambusto, si alza ancora la voce, la rissa si allarga, vola un bicchiere, poi tutto si placa. La burrasca sembra cessata, ogni cosa torna nell’alveo di un’apparente normalità. Non è così, anzi si ripete un copione già scritto: la vendetta si consuma a distanza di pochi minuti.

La ragazzina spintonata va a casa e si arma di una bottiglietta con acido muriatico. Insieme a due amiche inforca le moto guidate da tre adolescenti del loro abituale sodalizio. In piena notte inizia la caccia a Silvia e Anna che, immaginando il pericolo, cercano di guadagnare la strada di casa. Non ci riescono. Al corso Amedeo di Savoia, all’altezza del civico 249, il ’branco’ individua le due prede che stanno, a passo veloce, cercando di raggiungere il quartiere. "Eccole", grida la ragazzina spintonata.

In un baleno i tre scooter le affiancano e dal sellino posteriore parte uno spruzzo sulla faccia delle due vittime. Il dolore è lancinante, Silvia e Anna sono colpite, la più grande, alla guancia e al braccio destro, la 17enne al naso e alla guancia destra. Mentre gli assalitori si dileguano, qualcuno chiama il 118 che trasporta le due ustionate all’ospedale Cardarelli. Per fortuna al pronto soccorso le loro condizioni appaiono meno gravi di quanto si temeva. Visitate con la consulenza del chirurgo plastico, vengono dimesse, non essendo necessario un ricovero: torneranno per una visita di controllo nei prossimi giorni.

Intanto si mette in moto la macchina investigativa, utilizzando anche i sistemi di videosorveglianza particolarmente presenti in quella zona di Napoli. Scartata la pista della criminalità organizzata, si batte quella passionale, mentre in città cresce l’eco per una vicenda che testimonia come Napoli di notte sia in balia di baby-gang che colpiscono impugnando coltelli e, qualche volta, pistole. Basta un’occhiata di troppo per finire nelle grinfie di queste bande che ormai vivono senza regole, e senza alcun controllo da parte delle famiglie.

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