di Grazia Buscaglia e Manuel Spadazzi "Mi sono tolta un peso. Questa sentenza è una liberazione, ora potrò rilassarmi e vivere più serena". Gessica Notaro non era a Roma ieri mattina mentre la Corte di Cassazione decideva sul ricorso presentato da Edson Tavares, l’ex fidanzato con l’ha sfregiata con l’acido la notte del 10 gennaio 2017. Quando i suoi avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi l’hanno chiamata per darle la notizia, è esplosa in un urlo di gioia. I giudici hanno rigettato il ricorso, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Bologna del novembre 2018. Quindici anni, cinque mesi e venti giorni. È questa la condanna, resa definitiva, che il capoverdiano dovrà scontare dietro le sbarre per lo stalking, ma soprattutto per l’agguato con l’acido ai danni della showgirl riminese. La sentenza ha...

di Grazia Buscaglia

e Manuel Spadazzi

"Mi sono tolta un peso. Questa sentenza è una liberazione, ora potrò rilassarmi e vivere più serena". Gessica Notaro non era a Roma ieri mattina mentre la Corte di Cassazione decideva sul ricorso presentato da Edson Tavares, l’ex fidanzato con l’ha sfregiata con l’acido la notte del 10 gennaio 2017. Quando i suoi avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi l’hanno chiamata per darle la notizia, è esplosa in un urlo di gioia. I giudici hanno rigettato il ricorso, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Bologna del novembre 2018. Quindici anni, cinque mesi e venti giorni. È questa la condanna, resa definitiva, che il capoverdiano dovrà scontare dietro le sbarre per lo stalking, ma soprattutto per l’agguato con l’acido ai danni della showgirl riminese. La sentenza ha anche confermato l’espulsione dall’Italia di Tavares a fine pena e i risarcimenti alle parti civili. Lei, Gessica, i segni di quell’aggressione maledetta li porta non solo sul volto (dall’occhio sinistro ancora non ci vede), ma soprattutto nell’anima. Un lungo calvario, fatto di interventi chirurgici e tanta riabilitazione. Ma in questi quattro anni ha sempre mostrato un immenso coraggio e grande determinazione.

"Giustizia è fatta – dice Gessica –. Sognavo questo momento da tanto, tantissimo tempo. Ora mi sento più libera. Speravo in questa sentenza: conferma che ho fatto bene a fidarmi dei giudici e della magistratura. Ora nessuno potrà più dire che Tavares è innocente. Neanche i suoi avvocati, che in questi mi hanno attaccato pesantemente e hanno fatto sentire me sul banco degli imputati, perché ho parlato pubblicamente e in televisione della vicenda. Quando io, invece, credo di essermi sempre comportata da signora".

Riccardo Luzi e Alessandro Pinzari, i difensori di Tavares, incassano la sconfitta giudiziaria, ma non si arrendono: "Di certo rimane un processo indiziario. In questo caso ci sono stati eccessi mediatici", fanno sapere appena resa pubblica la sentenza. "Occorrerà riflettere se tale tipologia di giudizio sia compatibile con l’ordinamento giuridico, specie quando l’imputato continua a professarsi innocente". Poi aggiungono: "Vedremo in seguito di esaminare eventuali ricorsi, anche se rimane l’amara sensazione di un accertamento processuale incompleto di una vicenda con indubbi eccessi mediatici".

Ma Gessica non ci sta. Nel giorno in cui finisce la vicenda giudiziaria, nemmeno lei, come i giudici della Cassazione, fa sconti a Tavares. "Non posso perdonarlo per quello che mi ha fatto. Io non odio, ma non si può perdonare chi non si è pentito. Lui si è sempre professato innocente, i suoi legali hanno tentato di farlo passare per innocente. Il verdetto di oggi (ieri per chi legge, ndr) mette fine a tutto. Per me è una liberazione, anche se dovrò combattere con questo incubo per il resto della vita. Non è solo il mio corpo a portare i segni dell’aggressione di quella notte del 10 gennaio 2017 (Gessica si sottoporrà al trapianto della cornea il prossimo anno, ndr), perché anche l’anima è sfregiata. Ma adesso posso guardare avanti, pensare al futuro, con più serenità. E non ho più paura, né di lui né di nessun altro".

Gessica stava guidando per raggiungere il suo nuovo fidanzato, il campione d’equitazione Filippo Bologni, quando i suoi avvocati le hanno telefonato. "Ma di lui (di Bologni,ndr) preferisco non parlarne. Lui è il regalo più bello, più puro che la vita mi ha fatto, e non voglio che il passato interferisca con il presente". Gessica preferisce parlare di questa sentenza, che "è un verdetto esemplare e può essere d’aiuto a tutte le donne che come sono state o sono ancora vittime di violenza. A loro dico: non chiudetevi in voi stesse, ma parlate, denunciate. Trovate la forza di farvi avanti, e fidatevi. Io l’ho fatto, e sono contenta di come è andata. E devo ringraziare per questo anche i miei avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi. Non sono stati soltanto bravissimi a livello professionale: sono diventati due pilastri della mia vita, anche dal punto di vista umano. Non finirò mai di ringraziarli per quello che hanno fatto".