È uno tsunami che copre di fango nomi illustri della cultura, dell’arte, della politica francese. Non si sa quando si fermerà. Ignorati per decenni, sottovalutati se non addirittura giustificati, i casi di violenze sessuali a danno di minori emergono uno dopo l’altro. E si scopre adesso, man mano che le vittime ne parlano in libri-testimonianza, non solo l’abiezione dei fatti, ma anche la connivenza, la complicità, l’accettazione da parte delle élites. Troviamo in questa sinistra galleria personaggi famosi del passato – da Sartre a Roland Barthes, da Simone de Beauvoir a Louis Aragon, da Gilles Deleuze a Felix Guattari, da Michel Leiris a Christiane Rochefort –...

È uno tsunami che copre di fango nomi illustri della cultura, dell’arte, della politica francese. Non si sa quando si fermerà. Ignorati per decenni, sottovalutati se non addirittura giustificati, i casi di violenze sessuali a danno di minori emergono uno dopo l’altro. E si scopre adesso, man mano che le vittime ne parlano in libri-testimonianza, non solo l’abiezione dei fatti, ma anche la connivenza, la complicità, l’accettazione da parte delle élites. Troviamo in questa sinistra galleria personaggi famosi del passato – da Sartre a Roland Barthes, da Simone de Beauvoir a Louis Aragon, da Gilles Deleuze a Felix Guattari, da Michel Leiris a Christiane Rochefort – ma anche protagonisti di questi anni: scrittori come Philippe Sollers e Catherine Millet, sociologi come André Glucksmann, artisti come Patrice Chéreau, ministri come Bernard Kouchner e Jack Lang, perfino Daniel Cohn-Bendit…

La battaglia di Brigitte Macron contro l'incesto

Prendiamo il caso di Jack Lang, più volte ministro, oggi alla testa dell’Istituto del Mondo Arabo. Amico di Olivier Duhamel – il costituzionalista finito nell’occhio del ciclone per aver violentato il figlioccio – lo ha condannato con parole durissime… dimenticandosi di essere andato più volte in vacanza nella sua villa di Sanary. Intervistato da radio Europe 1, Lang ha detto di "non sapere che Duhamel facesse simili porcherie". In realtà nel libro che ha rivelato la vicenda ("La familia grande" di Camille Kouchner) si afferma che "tutti erano al corrente di tutto".

Come dimenticare che lo stesso Lang figura tra i firmatari di una petizione pubblicata da "Le Monde" il 26 gennaio 1977 per la liberazione di 3 persone accusate di pedofilia? "Erano altri tempi! C’è la mia firma, certo, è stata una fesseria da parte mia, ma cosa volete da me, che mi immoli davanti ai vostri occhi?", ha protestato l’ex ministro. Quella tribuna, firmata anche da Bernard Kouchner oltre che da Sartre, Simone de Beauvoir e tanti altri, riguardava tre imputati accusati di avere stuprato bambini fra i 12 e i 13 anni.

I firmatari sostenevano il "diritto" per un adulto di avere rapporti sessuali con bambini e trovavano "eccessivi tre anni di carcere per carezze e baci". Autore della petizione era, guarda caso, lo scrittore Gabriel Matzneff, messo sotto accusa da Vanessa Springora nel libro "Le Consentement": "Ha abusato di me quando avevo 13 anni. Ha rovinato me e molte altre ragazzine. Lo sapevano tutti, lui raccontava le sue imprese nei suoi libri e nessuno ha mai trovato niente da ridire". È la stessa nube di omertà che ha avvolto l’affare Duhamel, costretto oggi a dimettersi da tutte le cariche. Non è il solo: si è dimesso anche il suo vice Jean Veil, figlio di Simone Veil. "Sapevo di Duhamel ma ero legato al segreto professionale", si è giustificato.

Sono tanti i personaggi del Gotha francese costretti ad andarsene in seguito a scandali sessisti. Come il segretario di Stato Georges Tron, che amava leccare i piedi delle sue assistenti. Infine il leader del ’68 Daniel Cohn-Bendit, anche lui amico di Duhamel, che in libro autobiografico ("Il Gran Bazar") descrive in questo modo la sua attività di educatore a Francoforte: "Capitava che dei ragazzini mi aprissero la patta dei pantaloni e mi stuzzicassero. Io dicevo: perché non lo fate tra di voi invece che con me? Ma loro insistevano e allora li accarezzavo anch’io".