La coppia deceduta: Maria Angelini, 87 anni, imbocca Dante Caponi ad Alba Adriatica
La coppia deceduta: Maria Angelini, 87 anni, imbocca Dante Caponi ad Alba Adriatica

Alba Adriatica, 5 gennaio 2020 - Mi spiace, suo padre non sposò mai la compagna Maria, con cui ha comunque convissuto per 30 anni, e per questo non potranno essere sepolti insieme. Suona più o meno così la risposta che Daniele Caponi, ex consigliere del Comune di Alba Adriatica, nel Teramano, si è sentito dare dall’amministrazione locale abruzzese alla richiesta di tumulare Maria Angelini, 87enne ex operaia di Monterotondo. Caponi voleva fare riposare per sempre il papà Dante, titolare di una camiceria, e l’amata compagna nella cappella di famiglia, ma una (trentennale) coppia di fatto ad Alba Adriatica non gode di questo diritto civile.

"Un paio di anni dopo la morte di mia madre nel 1988, mio padre ha avuto la fortuna d’incontrare Maria, con cui ha convissuto per quasi 30 anni e a cui noi figli siamo stati molto legati – esprime così su Facebook la propria amarezza Caponi, che ora amministra una clinica odontoiatrica –. Lui ha sempre espresso il desiderio di volerla al suo fianco nella tomba di famiglia dopo la morte. In aprile mio padre è venuto a mancare, noi figli ci siamo occupati amorevolmente di Maria fino a pochi giorni fa, quando lei si è spenta in modo sereno a 87 anni. Ci siamo adoperati per esaudire l’ultimo volere di mio padre, ma a questo punto l’amara sorpresa: il Comune di Alba ci impedisce la tumulazione di Maria nella cappella di famiglia. Una lunga convivenza comprovata dallo stesso stato di famiglia, per il Comune non è sufficiente per rilasciare l’autorizzazione. Siamo stati quindi invitati a ‘parcheggiare’ Maria in un loculo provvisorio, dietro il pagamento di mille euro di acconto, in attesa che si costruiscano nuovi loculi. Siamo molto amareggiati". La causa di questa brutta storia burocratica è dovuta a un antico regolamento cimiteriale, che probabilmente solo il Comune di Alba Adriatica applica in tutta Italia.

Una norma che voleva tutelare la pubblica decenza, difendendo in modo cieco l’istituto del matrimonio e impedendo che una coppia ‘clandestina’ avesse lo stesso onore per l’eternità. L’autorizzazione per la sepoltura, però, non arriva dal sindaco bensì dal responsabile dei Servizi cimiteriali, che nell’ente della riviera abruzzese ha redatto nel 2013 questa norma, modificandola nel 2016. Le polemiche sollevate da un precedente simile (sfociato in una battaglia legale) a quello di questi giorni, hanno spinto l’amministrazione – nello specifico il Consiglio comunale, unico organo che può cambiare il regolamento della polizia mortuaria – a mettere ancora una volta mano al testo nel 2018, non migliorando però la situazione.

Sui social è scoppiata la bufera e nemmeno il sindaco del paese, Antonietta Casciotti, si è sottratto alla discussione: "Prometto il mio personale impegno a colmare una lacuna regolamentare che al momento non mi permette di accogliere la richiesta da me ampiamente condivisa. Avrei voluto da subito rispondere positivamente a questo umano desiderio, che presto sarà esaudito". Ma Caponi osserva: "Il sindaco risolverà tutto? Sono perplesso, visto che lei stessa appena un anno fa ha sottoscritto questo regolamento che ora vuole modificare. Potremmo agire per vie legali se non ci sarà una vera apertura da parte del Comune. Vediamo che succede".