I senzatetto dormono sotto al portico: sullo sfondo la cupola di San Pietro
I senzatetto dormono sotto al portico: sullo sfondo la cupola di San Pietro
di Veronica Passeri Aveva 46 anni e viveva sui marciapiedi intorno a piazza San Pietro. Un tipo riservato, abituato a stare sulle sue, senza dare fastidio agli altri. Lo descrive così chi, nel quartiere di San Pietro, quello del Papa e del Vaticano – che tra l’altro ieri ha cominciato a vaccinare contro il Covid i primi senza fissa dimora –, lo conosceva e gli prestava un po’ di aiuto nella sua vita, difficile, da clochard: un pasto caldo, qualche coperta, un po’ di sostegno. Ma l’altra notte, a Roma, il freddo è stato spietato. E così, in silenzio, si è portato via anche lui, il quarto senzatetto dall’inizio dell’anno. L’allarme è scattato...

di Veronica Passeri

Aveva 46 anni e viveva sui marciapiedi intorno a piazza San Pietro. Un tipo riservato, abituato a stare sulle sue, senza dare fastidio agli altri. Lo descrive così chi, nel quartiere di San Pietro, quello del Papa e del Vaticano – che tra l’altro ieri ha cominciato a vaccinare contro il Covid i primi senza fissa dimora –, lo conosceva e gli prestava un po’ di aiuto nella sua vita, difficile, da clochard: un pasto caldo, qualche coperta, un po’ di sostegno. Ma l’altra notte, a Roma, il freddo è stato spietato. E così, in silenzio, si è portato via anche lui, il quarto senzatetto dall’inizio dell’anno.

L’allarme è scattato quando in strada era ancora buio e l’aria gelida. L’uomo è stato notato per terra, privo di sensi, a pochi metri dalla basilica di San Pietro, ma all’arrivo dell’ambulanza del 118 in piazza Pio XII per lui, clochard di origini africane, purtroppo, non c’era più nulla da fare. "Si chiamava Edwin, era molto riservato. Siamo molto addolorati per l’accaduto. È la decima persona che da novembre muore a Roma in queste circostanze", ha detto Carlo Santoro, volontario della Comunità di Sant’Egidio che assiste i senza fissa dimora nella zona intorno al Vaticano. Edwin è morto per un arresto cardiaco, ma rimane da chiarire se il decesso sia avvenuto in seguito a un malore legato alle sue condizioni o per una ipotermia dovuta alle basse temperature della notte. Di lui si ricorda anche l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski che ieri ha parlato di "una persona morta in solitudine" esprimendo dispiacere e ricordando che "in tanti modi abbiamo cercato di aiutarlo". Ma, tra l’altro, come raccontano i volontari di più di un’associazione, in alcuni casi è dura convincere una persona che ha fatto una scelta di vita del genere a tornare sotto un tetto. Un compito ancora più grave e urgente in epoca Covid.

Ora il freddo rappresenta una emergenza nell’emergenza che la Capitale, come altre città italiane, sta cercando di affrontare in un inverno – il secondo – di convivenza con la pandemia da Coronavirus. Prima di Edwin era toccato a un altro clochard, un uomo di 61 anni che lo scorso 3 gennaio, per riscaldarsi dal freddo insieme alla moglie, aveva deciso di accendere un fuoco. Ma le fiamme erano presto divampate e l’uomo è deceduto dopo qualche giorno in ospedale per le ustioni riportate. Il 9 gennaio ancora una tragedia, questa volta a Ostia dove un altro senza tetto era stato ritrovato senza vita nel suo giaciglio, sotto i portici a pochi metri di distanza dall’ingresso del municipio. Il 6 gennaio, invece, era stato trovato cadavere nei pressi della stazione Termini un uomo di 58 anni.

La morte di Edwin arriva a pochi giorni di distanza dall’annuncio del Campidoglio dell’apertura di nuovi posti di accoglienza per persone senza dimora: attraverso le procedure in fase di completamento "si punta a superare i 1.200 ricoveri", ha fatto sapere il Comune di Roma. Nei giorni scorsi la Comunità di Sant’Egidio aveva lanciato l’allarme denunciando che "agli 800 posti letto offerti durante tutto l’anno, il Comune di Roma è riuscito finora ad aggiungerne solo alcune decine in più per l’inverno, mentre la Caritas e le altre associazioni accolgono complessivamente 1.700 persone, cioè il doppio".