Giorgio Comaschi Non si parla neanche più del tempo. Di solito quando non si sapeva cosa dire, si faceva così. Domani è bello, domani è brutto, oggi è più caldo di ieri. Invece si parla solo dei vaccini. "Ti sei già vaccinato?". E se la risposta è sì, subito la domanda è: "Quale hai fatto?". Non interessa se uno è stato bene, male, ha avuto febbre, non ha dormito, ha avuto dolore al braccio....

Giorgio

Comaschi

Non si parla neanche più del tempo. Di solito quando non si sapeva cosa dire, si faceva così. Domani è bello, domani è brutto, oggi è più caldo di ieri. Invece si parla solo dei vaccini. "Ti sei già vaccinato?". E se la risposta è sì, subito la domanda è: "Quale hai fatto?". Non interessa se uno è stato bene, male, ha avuto febbre, non ha dormito, ha avuto dolore al braccio. Si chiede solo il tipo di vaccino, per dare la propria versione scientifica. Va in scena ogni giorno, nei negozi, per strada, fuori dai bar, questo fantastico spettacolo dialettico. I negazionismi, o complottisti, sono a nozze e condizionano centinaia di persone con le loro sparate che sono inverificabili e lasciano tutti a bocca aperta. Qualsiasi cosa dica l’autorità (da Draghi in giù) è sbagliata. Si usa il termine "loro" (esempio: loro lo sanno ma non te lo dicono). Poi le foto. Non ce la facciamo. Non ce la facciamo più a non fotografare il piatto che ci arriva in tavola, figuriamoci il vaccino. Vengono pubblicate su Facebook e su Instagram foto orrende di braccia con cerrottini. Per far vedere che ci siamo vaccinati. Ma a chi? A chi può interessare un obbrobrio simile?

Perfino la futura Presidente del Consiglio (ormai è ovvio che sarà così entro cinque o sei anni) Chiara Ferragni si fa la foto del braccio vaccinato ed entra in polemica con i complottisti che dicono che è finto, perchè è nell’altro braccio. Non sanno che si vive di selfie e che il mondo è ormai definitivamente alla rovescia. E nella foto, col selfie, il braccio destro diventa il sinistro. Poi lei rassicura i followers: "Sto bene". Tiriamo un grande sospirone di sollievo. Temevamo le fosse venuto male al braccino. Comunque "andate e fotografatevi", ormai dirà il prete alla fine della Messa. E invochiamo la praivasi, ma prima pubblichiamo le foto del nostro privato continuamente.

È brutto se domani metto su Facebook l’esito del mio PSA per la prostata? Con la speranza che diventi, come si dice, virale.