3 feb 2022

Sedata e violentata in ambulanza Arrestato barelliere che l’ha soccorsa

Bari, il volontario di 36 anni ha precedenti per abusi e stalking. La vittima è una studentessa 21enne. La giovane aveva bevuto troppo lo scorso Halloween ed era stata portata dagli amici nell’automedica

nino femiani
Cronaca
Gaetano Notaro, 36 anni, con la divisa da paramedico (Foto facebook)
Gaetano Notaro, 36 anni, con la divisa da paramedico (Foto facebook)
Gaetano Notaro, 36 anni, con la divisa da paramedico (Foto facebook)

di Nino Femiani È la notte di Halloween, al Palaghiaccio di Bari c’è una festa. È l’occasione in cui, oltre ai travestimenti e agli scherzi, scorre molto alcol. Una studentessa universitaria di 21 anni, che chiameremo Maria, si sente male. Ha bevuto molti cocktail, gli amici si preoccupano e decidono di portala all’ambulanza che staziona appena fuori il Palaghiaccio. La ragazza viene fatta entrare dal paramedico volontario Gaetano Notaro, 36 anni, e resta chiusa in ambulanza per oltre due ore. Cosa è successo su quel lettino? "L’ho sentito ansimare, ho sentito il suo corpo sul mio", dice Maria. Secondo la gip Rosa Caramia, la ragazza sarebbe stata violentata, approfittando del fatto che fosse ubriaca e anche sedata dal paramedico. Notaro è stato così messo agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’arrestato è il presidente dell’associazione SS. Maria del Pozzo di Capurso e ha alle spalle precedenti denunce per stalking e violenza sessuale. La gip Caramia scrive nell’ordinanza di arresto che l’uomo avrebbe "abusato della sua funzione e della minorata difesa della donna al momento del fatto, in quanto ubriaca e in stato di semi incoscienza probabilmente indotta alla sonnolenza attraverso la somministrazione di gocce". Uno stato di incoscienza attraverso cui avrebbe costretto Maria "a subire atti sessuali". La presunta vittima decide di denunciare lo stupro due settimane dopo. "Avevo vergogna, non volevo dire a nessuno quello che era successo". Poi agli investigatori fornisce quello che gli inquirenti e la gip definiscono un racconto "estremamente dettagliato e coerente", tanto da far ritenere le sue dichiarazioni "attendibili e credibili". "Mi ha dato dieci gocce, ma sentivo tutto quello che succedeva", ricorda Maria. La studentessa, scrive la giudice, "ha descritto i particolari dell’abuso subito, descrivendone lucidamente ogni dettaglio, anche i più umilianti e non ci sono elementi per ipotizzare che siano frutto ...

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