13 mag 2022

"Secondi di sofferenza incredibile" I pm: ergastolo ai killer di Willy

La richiesta: carcere a vita per i fratelli Bianchi, 24 anni agli altri due picchiatori del branco. Requisitoria di 7 ore: fu omicidio volontario. E la madre della vittima scoppia in lacrime

Sopra, i fratelli Gabriele (a sinistra) e Marco (a destra) Bianchi. A destra, la vittima, Willy Monteiro Duarte, ucciso a 21 anni
Sopra, i fratelli Gabriele (a sinistra) e Marco (a destra) Bianchi. A destra, la vittima, Willy Monteiro Duarte, ucciso a 21 anni
Sopra, i fratelli Gabriele (a sinistra) e Marco (a destra) Bianchi. A destra, la vittima, Willy Monteiro Duarte, ucciso a 21 anni

ROMA

"Cinquanta secondi di sofferenza incredibile". È la drammatica ricostruzione dei pm di Velletri degli ultimi minuti di vita del 21enne Willy Monteiro Duarte, ucciso a botte dal branco ( i quatro di Artena) il 6 settembre 2020 davanti a un locale di Colleferro, in provincia di Roma. Ricostruzione che ha portato alla richiesta del massimo della pena per i fratelli Bianchi e due condanne a 24 anni per Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. La vittima venne raggiunta da colpi a ripetizione. In sette ore, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Frosinone, i sostituti procuratori Francesco Brando e Giovanni Taglialatela, hanno ricostruito quella tragica notte in cui il corpo di un ragazzino fu "utilizzato come un sacco di pugilato" nel corso di "una aggressione becera e selvaggia messa in atto da quattro individui". Una azione volontaria, una furia omicida ai danni di un giovane che si è trovato "nel posto sbagliato al momento sbagliato". Una lite scoppiata fuori da un pub , il Due di picche poi l’arrivo dei quattro che scesero da un auto e si lanciarono contro chiunque capitasse a tiro. "L’azione, partita da Marco e Gabriele Bianchi, si salda con l’azione di Belleggia e Pincarelli e diventa una azione unitaria – hanno spiegato i pm –. Quello che è successo a Duarte poteva capitare a chiunque altro si fosse trovato di fronte al branco".

Un ruolo centrale nella requisitoria ha avuto il modus operandi dei quattro – in particolare la loro conoscenza della Mma – l’arte marziale di cui i Bianchi sono esperti, utilizzata come arma per "annientare il contendente" e di "farlo senza considerare le conseguenze dei colpi". "Colpi tecnici dati per fare male, violentissimi per causare conseguenze gravissime". Gli imputati infierirono sul corpo del giovane quando era a terra e inerme: una azione che rientra totalmente nell’omicidio volontario. Per l’accusa i quattro quella notte "volevano uccidere" e "Willy di fatto non si è difeso, è stato colto di sorpresa in una vicenda in cui non c’entrava nulla". Dalle intercettazioni presenti agli atti dell’indagine sono arrivate conferme su quella tragica notte. Pincarelli, in un colloquio carpito, afferma: "L’ho picchiato quando era a terra". In aula era presente anche la madre di Willy che non ha trattenuto le lacrime.

red. int.

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