di Ettore Maria Colombo Prima a Roma, per sostenere la corsa del candidato del centrosinistra, Roberto Gualtieri, sicuro che "arriverò primo". Poi nella “sua“ Siena – lui che è pisano – a chiudere la campagna elettorale della vita, quella per un seggio, il suo, dove resterà pure ad attendere i risultati elettorali. "Sono cinque le grandi metropoli che vanno al voto – dice il segretario del Pd, Enrico Letta – l’altra volta noi del centrosinistra ne avevamo vinte due e perse tre. Se confermassimo le due (Milano e Bologna, ndr) e perdessimo le tre già perse (Torino, Roma, Napoli, ndr), sarebbe una sconfitta. Invece un 3 a 2 (cioè Milano, Bologna e...

di Ettore Maria Colombo

Prima a Roma, per sostenere la corsa del candidato del centrosinistra, Roberto Gualtieri, sicuro che "arriverò primo". Poi nella “sua“ Siena – lui che è pisano – a chiudere la campagna elettorale della vita, quella per un seggio, il suo, dove resterà pure ad attendere i risultati elettorali.

"Sono cinque le grandi metropoli che vanno al voto – dice il segretario del Pd, Enrico Letta – l’altra volta noi del centrosinistra ne avevamo vinte due e perse tre. Se confermassimo le due (Milano e Bologna, ndr) e perdessimo le tre già perse (Torino, Roma, Napoli, ndr), sarebbe una sconfitta. Invece un 3 a 2 (cioè Milano, Bologna e Napoli, ndr) per noi sarebbe buona notizia. Da quattro in su (cioè con anche Roma o Torino, ndr) per noi sarebbe un trionfo del quale celebrerei il risultato (sic) con massima forza".

Al Nazareno sono più che gasati, sono euforici. L’asticella l’hanno messa assai alta, a queste elezioni comunali, sicuri di vincerle quasi tutte. E poco importa che, a Torino e Roma, l’alleanza con i 5Stelle non sia mai decollata. E poco importa pure che le regionali, in Calabria, saranno un bagno di sangue per un centrosinistra ‘unito’ sull’asse Pd-M5s-LeU. Stesso schema di alleanze – ma risultato che si attende ben diverso – a Bologna e a Napoli, dove addirittura al Nazareno si assapora la vittoria al primo turno, con i candidati Lepore e Manfredi.

"Ci apprestiamo a vincere in cinque grandi città e ad affermarci come la prima coalizione del Paese, insieme ai 5Stelle e alla sinistra" è il mantra dem.

Insomma, il Pd si accontenta di poco (o di molto), ma Letta si gioca tutto, compreso l’osso del collo, a Siena, dove gareggia per un seggio a elezioni suppletive che si tengono perché, in base al Rosatellum, quel seggio è rimasto vacante. Letta, in realtà, il seggio di Siena lo ha già vinto. Il candidato del centrodestra non è mai stato in partita, il segretario dem ha battuto i 32 piccoli Comuni della cinta senese palmo a palmo, senza risparmiarsi (e dimagrendo pure). I soli brividi’ registrati, nella campagna elettorale di Siena, li ha offerti il segretario del Partito comunista, Marco Rizzo, che ha strappato i trattati della Ue.

Per il segretario-candidato, le elezioni "sono importanti per rafforzare il governo e perché un nostro risultato positivo è vitale per gettare una buona base per l’alleanza progressista di tutto il centrosinistra", cioè 5Stelle compresi.

Ma Letta ha anche attaccato, a fondo, non solo Salvini e la Lega ("con loro questa è la prima, ma anche l’ultima volta, che governeremo insieme"), ma anche Fratelli d’Italia per le rivelazioni del sito Fanpage su supposte commistioni di suoi candidati alle comunali con fascismo e nazismo: "Il futuro della politica italiana sarà basato su un nuovo bipolarismo in cui non c’è spazio per posizioni intermedie. O ci siamo noi o la destra".

"Un tempo – ha continuato – c’era il centrodestra che stava nel Ppe, ma francamente non si vede più. Si vedono solo Salvini e Meloni. E, dopo quello che abbiamo visto e letto (a Piazza Pulita, La 7, e su Fanpage, ndr.) su Fratelli d’Italia, non possiamo dire che quello è il centrodestra, ma un partito che affonda le sue radici dentro collusioni con il peggior fascismo nel nostro Paese. Non c’è spazio per fascisti e neofascisti, è fondamentale".