Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
7 giu 2022

Se ne va uno degli uomini del mito Watergate

A 50 anni dall’esplosione dello scandalo scompare Barry Sussman, il capo dei due leggendari reporter Woodward e Bernstein

7 giu 2022
giampaolo pioli
Cronaca

di Giampaolo Pioli

Era pronto a celebrare il cinquantesimo anniversario del Watergate insieme ai suoi due pupilli che ha reso famosi in tutto il mondo ma non ce l’ha fatta. Barry Sussman 87 anni è stato improvvisamente stroncato da un’emorragia intestinale nella sua casa del Maryland mentre tutti i canali televisivi americani ospitando Bob Woodward e Carl Bernstein ne tessevano le lodi discrete e uniche che aveva dimostrato in tutta la sua carriera.

Fu lui, contro il parere di molti che ebbe il coraggio nel 1972 quando guidava il dipartimento di cronaca del Washington Post nella capitale ad affidare a due giovani cronisti coi capelli lunghi l’esplosivo giallo politico nato da una finta rapina che portò alle dimissioni di Richard Nixon. Sussman insistette a lasciare nelle mani di Woodward e di Bernstein il “Watergate” fino all’ultimo anche se l’allora editrice del Washington Post Katharine Graham cercò di convincerlo ad affiancare ai due ragazzi della redazione un gruppo di giornalisti più esperti.

"Li controllo io… Mi fido di loro e della loro etica investigativa e loro si fidano di me…", disse per decine di volte Sussman all’allora istrionico direttore del Post Ben Bradlee che sentiva fortissimo sul collo il fiato di una Casa Bianca nixoniana minacciosa e vendicativa.

Era il capo-cronista a coordinare le inchieste, a dosare le notizie da dare quotidianamente senza mai scoprire le fonti, che oltre al Pulitzer a vari libri e al film Tutti gli uomini del presidente portarono l’America a respingere un presidente che non aveva alcun rispetto delle regole e della democrazia, e che quasi mezzo secolo dopo ha cercato di essere imitato da Donald Trump non ancora convinto oggi di aver perso onestamente le elezioni del 2020. Sussman, “la roccia” come lo chiamavano, era uno degli storici “uomini macchina” del Washington Post che prestava la stessa attenzione alla ricchezza e precisione delle informazioni ma anche alla qualità della scrittura di suoi due gioielli. Più piatta ma ricchissima di dati quella di Woodward, più sofisticata e fantasiosa la penna di Bernstein. “La roccia” riuscì addirittura a fonderli insieme col soprannome di Woodstein.

Sussman nato a Brooklyn lasciò il Washington Post per dirigere l’agenzia di stampa UPI e fondare una società di sondaggi. Oggi sia Woodward che Bernstein, entrambi alle soglie degli 80 anni, sono i primi a dire "la sua lezione ci è sempre stata indispensabile…". Forse hanno aspettato troppo a dirglielo.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?