Roma, 7 marzo 2021 - Quasi sei milioni di studenti (5,7 per la precisione) dall'8 marzo saranno a casa a seguire le lezioni con la didattica a distanza. Ma secondo una proiezione potrebbero diventare molti di più: 9 studenti italiani su 10. E' la scuola - sono i giovani - a pagare un prezzo altissimo all'epidemia di Coronavirus. 

Il bollettino Covid di oggi 7 marzo

E' l'effetto della mutata mappa colorata d'Italia, che vira sempere più verso l'arancione e il rosso unita alle ordinanze locali che stanno imponendo ulteriori restrizioni su base territoriale: con un'Italia Arlecchino nella quale è difficile orientarsi in una situazione diversa comune per comune. E la scuola ha fatto le spese per prima di queste restrizioni soprattutto dopo che le varianti sembrano essersi diffuse molto tra le fasce piùgiovani.

Dunque, da lunedì 8 marzo 5,7 milioni di studenti seguiranno le lezioni da casa. Tra questi, ben 200 mila alunni con disabilità, i due terzi del totale. Ma - come abbiamo detto all'inizio - tra pochi giorni potrebbero essere molti di più gli studenti costretti alla didattica a distanza: questo accadrà se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti.

E' la conseguenza di quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo, che prevede scuole chiuse nelle zone rosse e possibilità per i governatori di  chiuderle in quelle arancioni e gialle. E Tuttoscuola, prendendo a riferimento gli ultimi dati messi a disposizione dalla Fondazione Gimbe (che ha rilevato l'incidenza di casi positivi per 100.000 abitanti sul territorio nazionale) ha calcolato una nuova proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza, in base alla quale si arriverebbe a 7,6 milioni di alunni in dad: nove ragazzi su dieci (90,1%) degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie potrebbero a breve essere impegnati nella didattica a distanza.

Bonetti: "Raddoppiare i posti negli asili"

"È necessario un piano straordinario per gli asili nido, nell'ambito della Next generation Eu: bisogna almeno raddoppiare i posti". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti al Gr1.