Studenti in piazza (Dire)
Studenti in piazza (Dire)

Roma, 19 novembre 2018 - Come sta la scuola italiana a due mesi dalla prima campanella? Di certo in movimento – vedi gli studenti e i ricercatori in piazza negli ultimi giorni – ma anche con ancora tante emergenze. Dalle cattedre scoperte alla mancanza di docenti di sostegno, dalla carenza di presidi a un sistema di reclutamento che non funziona come dovrebbe.

Cattedre scoperte - All’inizio di questo anno scolastico è stato stimato, secondo i dati del Miur, che sei cattedre su dieci sarebbero rimaste scoperte per la mancanza di docenti di ruolo da assumere. Al termine delle immissioni in ruolo i numeri raccontano il paradosso della scuola italiana. Il Miur ha chiesto e ottenuto (previa autorizzazione dal Ministero dell’economia) 57.322 nuove assunzioni ma solo 25.105, ovvero il 43,8% sono state assegnate. Il Mef, ovviamente, va a nozze perché risparmia un sacco di soldi (i supplenti, si sa, costano meno dei docenti di ruolo). Il problema, strutturale, sta nel sistema di reclutamento, da qui l’appello dei sindacati della scuola a «fare i concorsi».

Valzer supplenti - Per i posti rimasti liberi si ricorre ai supplenti con un nuovo paradosso: il numero maggiore di cattedre è al Nord (ne sono state assegnate di ruolo infatti solo 13mila) e la maggior parte di insegnanti è al Sud. E quindi chi accetta la cattedra al Nord punta subito al rientro a casa. La macchina dell’assegnazione delle supplenze è a dir poco farraginosa e quasi ovunque gli uffici scolastici regionali hanno concluso solo a fine ottobre le operazioni. Ma neppure questo significa docenti in classe ovunque perché spesso i candidati non si presentano nemmeno alle convocazioni oppure si fanno assegnare la cattedra e si mettono subito in malattia. Il guaio più grosso è quando vengono presentati certificati di malattia di breve periodo creando una situazione di stallo: il posto di fatto è bloccato perché nessun supplente del supplente accetta un incarico per qualche giorno. Di rinvio in rinvio a metà novembre gli insegnanti mancano ancora.

Prof di matematica cercansi - In tutta Italia è letteralmente caccia ai docenti di matematica. Le graduatorie sono esaurite soprattutto nelle materie scientifiche per la mobilità in altre province, che ha aggravato la carenza di insegnanti, e per il fatto che molti hanno ottenuto in assegnazione il posto di sostegno. A Venezia, tanto per fare un esempio, si delinea un quadro allarmante: mancano 190 docenti di matematica su quasi 700 cattedre totali. Secondo i sindacati in Emilia Romagna sono ancora scoperte, complessivamente, quasi 1.500 cattedre e 700 posti di sostegno e si cercano soprattutto docenti di matematica, fisica ma anche tecnici di laboratorio. Mancano però anche prof di disegno, lingua straniera e latino. 

Sostegno - Sul sostegno, secondo i sindacati, solo il 70% delle cattedre – circa 100 mila su 150 mila (per quest’anno solo esattamente 141.412) – sono assegnate a docenti di ruolo. Anche con l’ultima immissione in ruolo su 13.329 posti sono stati assunti solo 1.682 insegnanti, poco più del 12%, uno su dieci. L’84 per cento dei posti nella primaria sono rimasti scoperti, il 97% per cento alle medie. Questo a fronte di quasi 250 mila bambini con disabilità. Al Nord e in Sardegna la situazione peggiore. 

Presidi globetrotter - Ranghi ridotti pure tra i dirigenti scolastici che nelle grandi città, Milano e Roma in testa, come nelle piccole, spesso sono costretti a trasformarsi in globetrotter per guidare più scuole. I sindacati hanno calcolato che almeno una scuola su tre ha un preside condiviso con altri due istituti. 

Quota 100 - Grazie alle nuove norme su ‘quota 100’ potrebbero essere circa 70mila, il doppio degli anni passati, i prof che andranno in pensione lasciando, già a settembre, cattedre scoperte. E potrebbe partire una nuova caccia al prof di ruolo visto che il concorso del 2016, a causa dei molti bocciati, aveva lasciato già migliaia di cattedre vuote. 

Concorsi - Il ministro Marco Bussetti ha promesso ‘concorsi ordinari’ nelle classi di concorso e nelle regioni dove ci saranno posti vacanti e l’assunzione di 10mila insegnanti di sostegno. Pochi giorni fa la prova scritta del concorso per presidi ma l’iter per avere un nuovo serbatoio di dirigenti non è breve. 

Edilizia - Nei giorni scorsi il ministro Bussetti ha firmato un decreto per destinare 1,4 milioni di euro alle scuole danneggiate del Veneto. Istituito al Miur un fondo da 30 milioni di euro per affrontare con celerità situazioni di inagibilità delle scuole. Da vedere quali saranno effettivamente le risorse previste in legge di bilancio per la messa in sicurezza delle scuole.