Domenica 14 Luglio 2024
GIOVANNI PANETTIERE
Cronaca

L’ora di Religione. Sempre meno studenti, dal 2015 calo del 10,4%. Il governo: 6mila prof

Valditara dà il via a due bandi di assunzione, ma diminuisce chi segue la materia. Più defezioni al Nord: a Bologna e Firenze più del 35% di ’non avvalentisi’

L'ora di religione scelta da sempre meno studenti

L'ora di religione scelta da sempre meno studenti

Roma, 17 giugno 2024 – Suona la campana per l’ora di Religione, ma non per la religione (cristiana) in quanto tale. Se è ancora presto per intonare il de profundis di una fede bimillenaria, è difficile negarne il cambio di paradigma, "la fine di un’epoca", per dirla (senza nostalgismi) con il cardinale Joseph De Kesel, tra i più acuti osservatori della transizione del cattolicesimo da baricentro della cultura occidentale ad uno degli elementi chiave del suo Dna. Un ridimensionamento – tuttavia gravido di opportunità per la Chiesa nell’ottica di una maggiore e più consapevole adesione al Vangelo – che si riflette anche nella partecipazione (in calo) all’insegnamento della religione cristiana sui banchi di scuola. Italia compresa.

Da anni nei nostri istituti pubblici, a fronte di una flessione del numero complessivo degli studenti, si assiste ad un progressivo incremento di alunni che, dalla materna alle superiori, non si avvalgono dell’insegnamento della confessione cattolica. Stando agli ultimi dati diffusi dalla Conferenza episcopale italiana – la scelta dei docenti di Religione spetta all’autorità scolastica di concerto con quella ecclesiale –, nell’anno 2022/23 sono stati 6,8 milioni gli studenti (l’84%) che hanno frequentato l’ora di Religione. Forte la distinzione fra nord e sud del Paese: il 76% contro il 96%.

Approfondisci:

Come cambia la Chiesa. "È finita l’epoca cristiana. Oggi chi è credente vuole esserlo davvero"

Come cambia la Chiesa. "È finita l’epoca cristiana. Oggi chi è credente vuole esserlo davvero"

Nonostante la netta maggioranza dei cosiddetti ’avvalentesi’, si registra una lieve flessione dello 0,39% rispetto all’anno precedente. Lo stesso gap va ampliandosi, allargando l’orizzonte temporale al 2010 (-5,8%), al 2000 (-9,6%) e al 1995 (-10,4%). Numeri che comprovano l’esaurirsi inesorabile della dimensione convenzionale e culturale della fede cristiana-cattolica in Italia. Lo studio della Religione è sempre meno un’abitudine e di contro sta divenendo una scelta più consapevole dei ragazzi e delle loro famiglie.

In termini assoluti, nel 2023 sono stati 1.096.846 gli allievi che hanno deciso di ’bigiare’ questo insegnamento (il 22% alle superiori), nel 2020/21 erano 1.014.841. Il balzo in avanti è stato di un punto e mezzo percentuale, dal 14,07% al 15,5%. Guardando poi i dati delle province, emerge che in ben sei si è superata la soglia psicologica del 30% dei ‘non avvalentisi’: Firenze (37,92%), Bologna (36,31%), Trieste (33,37%), Prato (33,19%), Gorizia (32,51%) e Aosta (30,74%). A livello regionale è la Valle d’Aosta a guidare la classifica (30,74%), seguita dalle ’rosse’ Emilia Romagna (27,48%) e Toscana (27,12%).

Sono cifre che ingenerano esultanza fra le fila dell’Unione atei agnostisci razionalisti per la quale questi numeri rappresentano un segnale chiaro della disaffezione graduale al cattolicesimo. Ridimensiona la portata dei dati, invece, lo Snadir. A detta del più importante sindacato italiano degli insegnanti di religione cattolica l’aumento dei ’non avvalentesi’ si spiega soprattutto con l’incremento degli studenti di altre religioni nelle nostre scuole.

In un contesto così controverso, qualche giorno fa il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato due bandi che disciplinano le procedure ordinarie per il reclutamento degli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e primaria e nella scuola secondaria. Si tratta di 1.928 posti, ripartiti tra le due procedure: 927 per la scuola dell’infanzia e della primaria e 1.001 posti per la secondaria di primo e secondo grado. A questi se ne aggiungono altri 4.500 destinati alle procedure straordinarie, per un totale di 6.428. Nuovi insegnanti – l’ultima infornata risaliva a vent’anni fa – per studenti piu persuasi, anche se in numero ridotto. Segno che, se è vero che suona la campana per l’ora di Religione, è per scandire un intervallo rispetto a un’epoca precedente a forte trazione convenzionale (l’insegnamento cattolico si segue perché lo fanno tutti e sempre, lo si è fatto). Ora come ora le lezioni non terminano e nemmeno il cristianesimo.