Un Green pass digitale mostrato dallo smartphone
Un Green pass digitale mostrato dallo smartphone
Nulla di fatto sul Protocollo sicurezza delle scuole in vista dell’avvio del nuovo anno. I sindacati sono sul sentiero di guerra per il Green pass obbligatorio e da qui nasce la fumata grigia al termine dell’incontro svolto con i tecnici del ministero dell’Istruzione. Le organizzazioni sindacali non hanno firmato il documento e nelle prossime settimane si cercherà un’intesa. Sul tavolo una serie di criticità che dovranno essere affrontare per arrivare, entro la fine di mese, a un accordo. In primo luogo il Green pass: per i sindacati ci sono...

Nulla di fatto sul Protocollo sicurezza delle scuole in vista dell’avvio del nuovo anno. I sindacati sono sul sentiero di guerra per il Green pass obbligatorio e da qui nasce la fumata grigia al termine dell’incontro svolto con i tecnici del ministero dell’Istruzione. Le organizzazioni sindacali non hanno firmato il documento e nelle prossime settimane si cercherà un’intesa. Sul tavolo una serie di criticità che dovranno essere affrontare per arrivare, entro la fine di mese, a un accordo. In primo luogo il Green pass: per i sindacati ci sono ancora nodi da sciogliere legati alla certificazione verde, obbligatoria per il personale scolastico, a cominciare dai controlli. In primis chi li farà. I sindacati sono anche convinti che il pass obbligatorio non garantisca la privacy e che quindi vi siano elementi da valutare e per i sindacati sarebbe necessario un passaggio con il Garante.

Decisivo poi l’aspetto dei tamponi per quella fetta di docenti che decideranno di non vaccinarsi. A loro spetterà effettuare test ogni tre giorni, un’attività che ha un costo non indifferente. Alcune sigle chiedono che ad accollarselo non sia il dipendente e, in certi casi, si debba prevedere la possibilità di quote di test gratuiti. "Ci sono delle lacune su cui si deve lavorare", afferma la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, al termine dell’incontro. Tutto è stato aggiornato a dopo Ferragosto, anche per quanto riguarda la questione legata al distanziamento. "Il rischio è che si creino classi pollaio, con 27-28 alunni", spiega un rappresentante sindacale. Nella bozza del documento su questo punto si afferma che nelle classi si dovrà rispettare una distanza "interpersonale di almeno un metro" e di "due metri tra i banchi e la cattedra del docente", garantire un "buon ricambio d’aria" e l’uso delle mascherine chirurgiche.

Nel documento di venti pagine, a cui saranno apportate modifiche, si "raccomanda" in linea generale di mantenere la "distanza di sicurezza" e "laddove le condizioni strutturali-logistiche degli edifici scolastici, legate anche alla disponibilità di risorse umane e alle conseguenti ripercussioni organizzative, non lo consentano" resta "fondamentale mantenere, potenziare e modulare le altre misure non farmacologiche di prevenzione" incluso "l’obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico".

L’obbligo dell’utilizzo è "derogato per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validità". Il rischio di assembramenti va scongiurato e nella bozza si afferma che "nel caso di file per l’entrata e l’uscita, occorre provvedere alla loro ordinata regolamentazione al fine di garantire l’osservanza delle norme sul distanziamento".

r. r.