Roma, 13 gennaio 2018 - I social e il loro utilizzo è tra gli argomenti sul tavolo della trattativa tra sindacati e Aran, per il rinnovo del contratto degli insegnanti. Ma il tema è delicato e le distanze tra le parti sembrano incolmabili.  

Infatti la richiesta di future sanzioni ai prof che chattano, scherzano o semplicemente comunicano tramite Facebook e Whatsapp con gli alunni, anche se al di là delle informazioni strettamente legate alla didattica, per i sindacati è inaccettabile. 

Il giro di vite, che riguarderebbe ogni tipo di comunicazione al di fuori del ruolo didattico, e  che quindi si estenderebbe anche a quelle tra insegnanti e genitori, presente nella bozza presentata dall'Aran è per l'Usb "assurda", quindi una considerazione sulla trattativa: "Si comincia male: controllare, sorvegliare e punire".

"Ci sono norme che appartengono al buon senso", è invece il commento della segretaria generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi. Una richiesta che fa parte di quel nuovo nuovo codice comportamentale per le pubbliche amministrazioni voluto dal ministro Marianna Madia.

La Cisl però non vuol perdere di vista la questione centrale: pensare al futuro della categoria che da "troppi anni" non ha un contratto. Gissi sottolinea che il rischio è che qualcuno si sieda al tavolo delle trattative "per criminalizzare e basta, e non invece per costruire un futuro più tranquillo per la categoria". 

La proposta non va giù neanche all'Anief: "Rasenta l'assurdo la 'stretta', chiesta dall'Aran, sulle sanzioni disciplinari: si vuole introdurre, infatti, la possibilità di far assegnare, direttamente dal capo d'istituto, multe pari fino a 4 ore di lavoro e la sospensione dal servizio fino a 10 giorni lavorativi. Pesanti sanzioni scatterebbero, inoltre, qualora un docente dovesse comunicare con i suoi alunni via Facebook o Whatsapp, oppure intrattenere rapporti con genitori e alunni non 'coerenti con le finalità educative'".

Il prossimo incontro Aran-sindacati è fissato per lunedì 15 gennaio.