2 mag 2022

Scuola, niente bocciature, solo giudizi. Torna l’idea del tutti promossi

I presidi approvano la proposta della Meloni: è il modello Finlandia, il migliore sistema scolastico al mondo

giulia prosperetti
Cronaca
Gli studenti del Liceo Alfieri affrontano la seconda prova degli esami di maturità, Torino, 22 Giugno 2017 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Gli studenti di un liceo affrontano l’esame di maturità

Roma, 2 maggio 2022 - Passare dal sistema delle bocciature a quello dei livelli. Questa la "provocazione", il "cambiamento rivoluzionario" descritto nel programma presentato da Fratelli d’Italia durante la convention ‘Italia, Energia da liberare’. Una sorta di ‘6 politico’ in salsa conservatrice che, tornando indietro di 55 anni, ricalca la riflessione sugli aspetti classisti del sistema educativo avanzata da Don Milani nella sua ‘Lettera ad una professoressa’, testo considerato il manifesto pedagogico del Sessantotto. A ispirare Giorgia Meloni è stato il filosofo "dichiaratamente di sinistra", Luca Ricolfi. "Le migliori idee della sinistra sono state abbandonate dalla sinistra e alcune di esse si trovano paradossalmente a destra. Un’idea di sinistra progressista è quella dell’uguaglianza delle condizioni di partenza e della promozione del merito. Quest’idea è ormai uscita dal campo della sinistra ed è stata per molto tempo orfana. Ma – ha sottolineato Ricolfi nel suo intervento alla conferenza programmatica di Fd’I – mi viene da pensare che stia migrando verso destra".

«Non ti boccio mai, ma, anziché certificare il falso, come oggi troppo sovente avviene, alla fine della scuola secondaria superiore – si legge nel programma di Fd’I – certifico in modo accurato e fedele il livello di conoscenze che hai effettivamente raggiunto. Al termine dell’ultimo anno, non ti rilascio un diploma, ma una scheda che dettaglia, materia per materia, il livello che sei stato in grado di raggiungere". Un modello di scuola, simile a quello adottato nel Regno Unito e in Finlandia, che incontra l’approvazione dei presidi. "È una proposta che torna ciclicamente. È positivo far recuperare allo studente solo le lacune nelle materie in cui è carente evitando che ripeta l’intero anno per tutti i corsi. La bocciatura viene vissuta in maniera negativa da alunni e famiglie, crea una disistima che è nociva per i ragazzi e spesso è preludio per l’abbandono scolastico. Ritengo – ha affermato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp) – che la minaccia della bocciatura non possa essere l’unica motivazione per studiare. Gli studenti dovrebbero essere motivati diversamente dagli insegnanti. Il modello è quello della Finlandia, il migliore sistema scolastico al mondo. È una buona idea, ma bisogna prima lavorare alla nuova organizzazione del sistema scolastico, cambiando innanzitutto la didattica. Tanti studi ci dicono che occorre che le valutazioni debbano essere per competenze e che è dunque necessario abbandonare la tradizionale impostazione della didattica per conoscenze".

Il ‘modello britannico’ prevede uno stravolgimento dell’organizzazione scolastica a cui siamo abituati nel nostro Paese anche dal punto di vista ‘pratico’, con aule non più assegnate alle singole classi, ma dedicate a ogni materia. "È un’idea fattibile anche in Italia, avviene già con la ‘Dada’, acronimo di Didattiche per Ambienti Di Apprendimento" spiega Giannelli.

Contro lo stop alla bocciatura, idea condivisa in passato anche dal Pd, si scaglia il sottosegretario leghista all’Istruzione Rossano Sasso. "Non mi schiero al fianco di chi ritiene che il futuro della scuola italiana debba passare per l’eliminazione delle bocciature e l’instaurazione di un sistema all’anglosassone, con una certificazione del livello raggiunto al termine del ciclo di studi. Il mondo dell’istruzione – tuona Sasso – deve garantire a tutti pari condizioni di partenza e premiare strada facendo chi realmente merita, non appiattire le differenze e mandare avanti tutti, indipendentemente da attitudini, volontà, preparazione. Sono profondamente contrario a trasformare la scuola in un diplomificio. Una bocciatura non è la fine del mondo".

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