Dario Nardella

Firenze, 14 giugno 2018 - «È sui banchi di scuola che si diventa cittadini. È lì che si formano le generazioni di domani». 
Parte da questa convinzione Dario Nardella, sindaco di Firenze che oggi, insieme a tanti colleghi d’Italia, depositerà alla Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare, per introdurre un’ora alla settimana di educazione alla cittadinanza. L’iniziativa è partita proprio dall’amministrazione di Palazzo Vecchio. E in breve tempo ha raccolto l’adesione di tanti sindaci italiani, del Nord e del Sud.

Sindaco Nardella, da quali difficoltà nasce questa proposta di legge?
«Numerose. Con la vostra iniziativa ‘Lezioni di vita 4.0’ ne avete individuata certamente una. Siete riusciti a sottolineare quanti possano essere i nuovi pericoli della Rete. Non a caso l’intento della proposta di legge è anche quello di contrastare il cyber bullismo. Dopodiché, dobbiamo costruire i cittadini del futuro».

Che cosa sta accadendo nelle nostre città?
«Accade che assistiamo sempre più a episodi di inciviltà, di incuria dei beni comuni, con persone che non rispettano le regole della convivenza, da chi butta le cicche per terra a chi sporca a spasso col cane. Ma anche peggio, come chi non rispetta il codice della strada».

Secondo lei da cosa dipende?
«La questione è complessa, ma credo che dipenda anche dal fatto che è saltato quel patto sociale che c’era fra scuola, famiglia e istituzioni. Erano tre mondi che collaboravano e che ora invece non si parlano più. Di sicuro, da quando l’educazione civica è stata tolta dalla scuola, i fenomeni di degrado sono aumentati, in tutti i campi».

Può bastare una legge?
«È un punto da cui ripartire. Una sfida che non possiamo perdere. Insieme alla mia vicesindaca Cristina Giachi abbiamo lavorato a fondo con l’Anci, che ringrazio. Abbiamo coinvolto intellettuali e personalità di diversa estrazione e con diverse sensibilità, fra cui il maestro Riccardo Muti, lo psicoanalista e scrittore Massimo Recalcati, il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta...»

La richiesta è un’ora alla settimana...
«Sì, ma in ogni scuola di ogni ordine e grado. E abbracciando argomenti come i diritti umani, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare e digitale. In più, questa proposta di legge è anche un omaggio ad Aldo Moro. Fu lui a istituire la materie di educazione civica da ministro della pubblica istruzione. E nel quarantennale della sua morte, è un modo per rendere onore a un grande uomo del nostro Paese».