Alcuni dei tifosi dell’Arsenal che contestano la nascita della Superleague
Alcuni dei tifosi dell’Arsenal che contestano la nascita della Superleague
di Paolo Grilli Dribblati dai "potenti". Di più: traditi. Proprio loro che sono i custodi della passione e del sogno, ciò che alimenta il calcio ogni oltre speculazione. Ai tifosi la Superlega proprio non va giù. L’idea che solo certi club si innalzino su un Olimpo dorato per spartirsi denari e riflettori, cozza contro la rappresentazione più pura del pallone, quella delle partite giocate a perdifiato nei campi più improvvisati: la base imprescindibile di ogni carriera con le scarpe tacchettate, il serbatoio di emozione collettiva su cui ogni squadra può contare, dalla...

di Paolo Grilli

Dribblati dai "potenti". Di più: traditi. Proprio loro che sono i custodi della passione e del sogno, ciò che alimenta il calcio ogni oltre speculazione. Ai tifosi la Superlega proprio non va giù. L’idea che solo certi club si innalzino su un Olimpo dorato per spartirsi denari e riflettori, cozza contro la rappresentazione più pura del pallone, quella delle partite giocate a perdifiato nei campi più improvvisati: la base imprescindibile di ogni carriera con le scarpe tacchettate, il serbatoio di emozione collettiva su cui ogni squadra può contare, dalla polvere ai trionfi.

Sui social è uno tsunami di post contro la nascente competizione riservata agli dei e semidei del calcio. E sono i tifosi delle stesse squadre ammesse all’esclusiva lega a levare per primi gli scudi.

"Che schifo. A chi piace il calcio, a chi ha seguito la squadra sotto la pioggia, con la neve, in casa e in trasferta, non può piacere la Superlega. Ci sarà qualcosa di grosso sotto", dice Loris Grancini, capo ultras dei Viking della Juve. "Noi pensiamo che, con la Superlega, vogliano cercare di levare il pallino del denaro dalle mani della Fifa. Si vogliono sedere al tavolo in una posizione di forza. Almeno lo speriamo. Se così non fosse, saremmo contrari: il calcio non è quello della Superlega, ma è quello del popolo", dichiara Renato Bosetti del direttivo della Curva Nord dell’Inter. I cugini rossoneri non la pensano diversamente. "Non ho idea se sia la morte definitiva del nostro calcio, o semplicemente un nuovo inizio, di certo da oggi il mondo del Pallone da calcio non sarà più quello con il quale siamo cresciuti. Non bastava la pandemia ad aver modificato le nostre abitudini", twitta un po’ apocalitticamente Alessandro Jacobone dei Milanisti Non Evoluti. Non mancano sul web gli sfottò e meme contro le 12 ’privilegiate’ d’Europa. "Finalmente risolviamo il problema della Champions", scrive autoironicamente un ultrà bianconero.

Anche all’estero il sentimento di contrarietà alla Superlega è analogo nelle curve. Secondo Forbes Sport, una spaccatura nella tifoseria del Liverpool – club con forti radici socialiste – sarebbe a questo punto già inevitabile. Da una parte, i vecchi ultras legati alla tradizione; dall’altra quelli nuovi più ’aperturisti’ nei confronti della grande novità. Il gruppo Spion Kop 1906 avrebbe già deciso di rimuovere le bandiere storiche dall’omonima curva ad Anfield.

I tifosi del Real non fanno eccezione. "Odio eterno al calcio moderno. Così finisce il football come lo conosciamo", il tweet con cui Ultras Sur, il gruppo più numeroso e caldo dei supporters dei Blancos ha preso posizione. Ma se c’è una categoria che sa anche dimenticare in fretta il passato, è quella dei tifosi. Forse sul loro attaccamento alla squadra così viscerale, facile agli sfoghi ma anche al perdono, dovranno fare leva gli ideatori di questo torneo per soli eletti.