di Carlo D’Elia TAVAZZANO CON VILLAVESCO (Lodi) Diritti negati, contratti opachi, caporalato, cause di lavoro e conflitto continuo. Che, questa volta, finisce con botte da orbi e un ferito steso a terra. Quello della logistica è il settore strategico nell’era dell’e-commerce e, alle porte di Milano, fra i campi della Bassa dove il terreno agricolo, frettolosamente diventato edificabile, offre prezzi bassi per gli enormi capannoni-magazzino. Al mais e ai prati del Lodigiano si sostituisce il cemento; alle cascine i prefabbricati, abitati da un popolo di invisibili. Dietro il clic con cui in 24 ore qualunque merce approda a casa c’è una rete di padroncini, pagati a consegna, di cooperative in appalto e subappalto, di personale spesso straniero, con paghe basse e in costante competizione per mantenere il posto in...

di Carlo D’Elia

TAVAZZANO CON VILLAVESCO (Lodi)

Diritti negati, contratti opachi, caporalato, cause di lavoro e conflitto continuo. Che, questa volta, finisce con botte da orbi e un ferito steso a terra. Quello della logistica è il settore strategico nell’era dell’e-commerce e, alle porte di Milano, fra i campi della Bassa dove il terreno agricolo, frettolosamente diventato edificabile, offre prezzi bassi per gli enormi capannoni-magazzino. Al mais e ai prati del Lodigiano si sostituisce il cemento; alle cascine i prefabbricati, abitati da un popolo di invisibili. Dietro il clic con cui in 24 ore qualunque merce approda a casa c’è una rete di padroncini, pagati a consegna, di cooperative in appalto e subappalto, di personale spesso straniero, con paghe basse e in costante competizione per mantenere il posto in un turnover senza fine.

Nella notte tra giovedì e venerdì, l’ultimo episodio grave, culminato con una rissa tra lavoratori a colpi di bastoni e di assi di pallet. È accaduto a Tavazzano con Villavesco, piccolo centro alle porte di Lodi, davanti ai cancelli dei magazzini della Zampieri holding. "Trasporti affidabili e sicuri", recita lo slogan della proprietà. Ma la tensione qui si trasforma, nel buio lattiginoso illuminato dai lampioni giallastri, in una notte di violenze, con tanti residenti della zona terrorizzati e costretti ad assistere dalle finestre di casa allo scontro che coinvolge in guerriglia decine di lavoratori. Protagonisti un gruppo di persone licenziate da Fedex-Tnt nella non distante sede di Piacenza. Le attività ora sono qui e la protesta punta a paralizzare con un picchetto gli arrivi e le partenze dei mezzi.

La strategia sempre adottata in questi frangenti, che fa salire la tensione sale alle stelle. Con camionisti e padroncini che spingono per entrare e uscire e che perdono soldi per ogni minuto di ritardo. Alle due di notte si arriva allo scontro fisico. Una volta aperti i cancelli, alcuni dipendenti della logistica reagiscono, provano a forzare il blocco e aggrediscono i manifestanti. Le forze dell’ordine, già sul posto, "non sarebbero intervenute subito" per i sindacalisti di base.

"Dieci minuti lunghissimi di scontro", spiega il sindacalista Fulvio Di Giorgio. Che finiscono con nove persone contuse, un ferito al volto trasportato in codice rosso al Policlinico San Matteo di Pavia viene alla fine dimesso con 15 giorni di prognosi per trauma facciale. Altri tre hanno lesioni più leggere. Ma le ripercussioni rischiano di essere enormi. Secondo i sindacati, insieme ai dipendenti della logistica c’erano anche alcune guardie giurate.

Non è infatti la prima volta che un presidio Si Cobas finisce nella violenza, nei tanti fronti aperti nel regno della logistica. Le richieste sono sempre le stesse: più tutele per gli operai stremati dalle condizioni di lavoro e dai ritmi pressanti. Il malcontento cresce, complice anche una forte competizione sui prezzi. A fine aprile scorso altri due episodi di violenza nel Milanese. Davanti ai capannoni di San Giuliano Milanese e Peschiera Borromeo un centinaio di driver licenziati, sempre accompagnati dai Si Cobas, aveva protestato contro Tnt-FedEx. Resta altissima la tensione anche nel più grande magazzino d’Italia, la cosiddetta "Città dei Libri" di Stradella, in provincia di Pavia. Decine di lavoratori chiedono maggiori tutele a C&M Books Logistics, il più grande distributore italiano di libri. La scorsa settimana ci sono stati scontri tra polizia e scioperanti, le agitazioni hanno provocato rallentamenti nella consegna di migliaia di volumi.

I lavoratori chiedono un aumento del valore del buono mensa, da 5,29 a 8 euro, oltre a garanzie contro i trasferimenti non concordati. Intanto, sugli scontri di Tavazzano il ministro della Lavoro, Andrea Orlando, ieri, ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Lodi, Giovanni Di Teodoro. Sul caso è stato aperto un fascicolo in Procura a Lodi. "La vicenda è da chiarire, ci sono già state situazioni simili in passato anche se la reazione non è stata in questi termini. La gente è esasperata" ha detto il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro.