di Deborah Bonetti Quando perde l’Inghilterra, la violenza domestica (ovvero sulle donne) schizza al 38%. Se la nazionale vince, si assesta invece sul 26%. Per la finale della nazionale inglese, e la sua sconfitta ai rigori, il telefono rosa per segnalare abusi è stato preso d’assalto. D’altronde, non è una cosa nuova: i tifosi inglesi sono famigerati per essere particolarmente violenti. Il giorno dell’ultimo atto di Euro 2020 sono emersi diversi filmati di risse in giro per l’Inghilterra. Uno di questi sembrava riportare aggressioni contro dei tifosi italiani. In realtà si...

di Deborah Bonetti

Quando perde l’Inghilterra, la violenza domestica (ovvero sulle donne) schizza al 38%. Se la nazionale vince, si assesta invece sul 26%. Per la finale della nazionale inglese, e la sua sconfitta ai rigori, il telefono rosa per segnalare abusi è stato preso d’assalto. D’altronde, non è una cosa nuova: i tifosi inglesi sono famigerati per essere particolarmente violenti. Il giorno dell’ultimo atto di Euro 2020 sono emersi diversi filmati di risse in giro per l’Inghilterra. Uno di questi sembrava riportare aggressioni contro dei tifosi italiani. In realtà si trattava soprattutto di supporter inglesi che attaccavano connazionali (la maglia azzurra indossata da alcuni di essi, una delle divise dei Tre Leoni, traeva in inganno). E in tanti abbiamo assistito a scene davvero terribili di ultrà senza biglietti all’assalto dello stadio di Wembley, che attaccavano i poveri usceri, scavalcando barriere e spintonando tifosi (con regolare biglietto) pur di sfondare gli ingressi e fare irruzione nello stadio.

Fin dal giorno prima della finale, i tifosi inglesi hanno cominciato a bere. Già la mattina di domenica, si aggiravano per le strade della capitale a branchi, cantando e ululando cori calcistici distorti. In alcuni quartieri, hanno attaccato vetrine di negozi a caso, prendendo a sprangate le vetrate e lasciando dietro di loro una montagna di spazzatura e detriti. All’ora della finale, erano saturi. E non si tratta solo di birra e alcol vario, ma di diverse sostanze stupefacenti. Sballati, ubriachi, inzuppati di pioggia, si sono portati allo stadio, dove hanno cominciato a menarsi, tant’è che la polizia è stata costretta a fare circa 50 arresti per mantenere l’ordine e "garantire la sicurezza". C’è stata persino un’invasione di campo, nel bel mezzo della partita, con il solito uomo seminudo che ha attraversato il campo galoppando – ormai una tradizione tutta inglese.

Poi, dopo la sconfitta, è subentrata la depressione. E, a parte qualche caso isolato di tafferugli con qualche tifoso italiano (niente di serio), i tifosi dell’isola se ne sono tornati a casa per rimuginare sull’occasione persa. Ed è lì che sono partite le recriminazioni e gli insulti, soprattutto contro i tre giocatori che hanno mancato i rigori: Saka, il 19enne ultimo tiratore, Sancho e Rashford. Abusi razzisti su tutti i social che hanno fatto intervenire prima il manager Gareth Southgate, che ha detto chiaramente: "Non siete nostri tifosi se vi comportate così". E poi il premier stesso. Boris Johnson, che si era rifiutato di condannare i tifosi che fischiavano quando i giocatori si inginocchiavano all’inizio della partita, (nel gesto di "Black Lives Matter") ieri ha dichiarato: "Tutti quelli che hanno lanciato insulti razzisti contro la nostra nazionale: vergognatevi! Tornate a strisciare sotto la pietra da cui siete venuti". Ma è chiaro che c’è ancora molto lavoro da fare per addomesticare gli hooligan più sfrenati.