Sciopero nazionale di medici e veterinari il 18 dicembre. “A rischio 25mila interventi chirurgici”

Stop ai servizi sanitari ospedalieri per diagnosi e cure non urgenti, ma con ripercussioni su le altre prestazioni sanitarie e territoriali, compresa la filiera alimentare

Una sala chirurgica
Una sala chirurgica

Roma, 16 dicembre 2023 - Sciopero nazionale di 24 ore il 18 dicembre di medici, veterinari e sanitari del Ssn, proclamato da Aaroi-Emac, Fassid, Fvm-Federazione veterinari e medici e Cisl medici. Si fermeranno tutti i servizi della sanità ospedaliera e territoriale indispensabili per le diagnosi e le cure non urgenti, e quelli per la sicurezza e le forniture alimentari.

A rischio 25mila operazioni chirurgiche

Oltre ai probabili probabili forti disagi negli ospedali e sul territorio, l’agitazione mette a rischio circa 25mila interventi chirurgici già programmati. Uno sciopero "indispensabile per dare un messaggio chiaro alla politica di governo: il Ssn ha bisogno di aiuto. La Legge di Bilancio non lo aiuta affatto. Lo sciopero è l'estrema ratio a cui ricorrere per reclamare il diritto alla salute garantito da personale pubblico, dato che il Governo scaccia dal pubblico impiego i professionisti di cui la Sanità ha bisogno, nel silenzio assordante delle Regioni che, per mantenere i loro sistemi sanitari dovendo ricorrere a cooperative e gettonisti, dovranno aprire voragini nei loro bilanci", si legge in un comunicato.

Quindi incroceranno le braccia medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi e dirigenti sanitari, con conseguenze funzionali anche per le altre prestazioni ospedaliere e territoriali, compresa la filiera alimentare.

Ritardi al Pronto soccorso, blocco anestesie, radiologie e terapie del dolore

Blocco delle prestazioni anestesiologiche, e conseguente paralisi delle sale operatorie, stop per i percorsi prechirurgici, gli ambulatori di terapia del dolore e di tutte le consulenze differibili. Ferme le prestazioni di radiologia diagnostica, interventistica e ambulatoriale, della diagnostica di laboratorio, le prestazioni psicologiche nei consultori, le neuropsichiatrie infantili, i centri di salute mentale, le prestazioni farmaceutiche in ospedale e sul territorio, i servizi di igiene e sanità pubblica. Ma anche blocco dei mercati di import export di derrate alimentari, macellazioni, forniture di carni e prodotti ittici. Per non parlare dell'aumento dei tempi di attesa nei pronto soccorso.

"Solo l'ultima data di tante proteste"

I sindacati avvertono lunedì "rappresenta solo l'ultima data delle tante proteste e della mobilitazione che da mesi va avanti e che, in mancanza di segnali chiari, proseguirà nel 2024".

Previste anche manifestazioni in piazza come un presidio di circa 100 medici davanti al Ministero della Salute lunedì 18 dicembre dalle ore 11,00 alle ore 13,00, allo scopo di portare le istanze della mobilitazione nazionale all'attenzione del ministro della Salute. Manifestazioni e iniziative per sensibilizzare sulla grave crisi del Servizio sanitario nazionale sono previste in quasi tutte le Regioni.