Milano, 2 febbraio 2021 - Il 15 febbraio – in linea teorica - dovrebbero rimettersi in moto gli impianti sciistici, come recita l'ultimo decreto anti Covid. Nell’arco di due settimane, infatti, in concomitanza con il via libera agli spostamenti fra regioni, dovrebbe giungere anche l’ok per lo sci amatoriale. Ma il condizionale resta d’obbligo. A far pendere l’ago della bilancia saranno i dati relativi all’andamento dell’epidemia e all’indice di contagio. La decisione definitiva verrà presa soltanto a ridosso della scadenza, con i dati dell'ultimo monitoraggio di venerdì 12 febbraio 2021.

Impianti sciistici: da Cts ok alla riapertura. Ecco quando e dove si potrà sciare

Covid, il bollettino del 3 febbraio

E se sull’andamento del virus parleranno i numeri - per cui non resta che attendere e mantenere comportamenti virtuosi - nei prossimi giorni il Comitato tecnico scientifico vaglierà il protocollo messo a punto dalle Regioni che definisce le regole per la riapertura degli impianti sciistici. Vediamo dunque cosa prevede nel dettaglio il documento redatto dai governatori sulla base delle ultime osservazioni del Cts. Punti cardine imprescindibili saranno (come sempre) mascherine, igienizzazione e distanziamento.

Piste aperte in zona arancione

Le Regioni propongono di tenere aperte le piste da sci anche in zona arancione, ma con una capienza dimezzata (al 50%) per tutti gli impianti, e l’obbligo di mascherina FFP2.

Tetto massimo di skipass e biglietteria online

Si punta a fissare un tetto massimo di skipass giornalieri acquistabili (di cui ancora non si conoscono nel dettaglio i numeri) che tenga in considerazione anche gli abbonamenti. Laddove il controllo degli skipass o delle altre tipologie di titoli di accesso non possa essere svolto con modalità contact-less, dovranno essere adottate misure idonee ad evitare assembramenti. Quando verrà definito il numero contingentato spetterà ai gestori degli impianti nominare un referente Covid e organizzare l'attività con dei percorsi che garantiscano il distanziamento, differenziati in entrata ed uscita e favorendo tutte le operazioni di vendita o prenotazione online e le soluzioni digitali.

Distanziamento anche fra conviventi

Il distanziamento potrebbe essere applicato anche ai nuclei familiari e ai conviventi (bambini piccoli esclusi, così come per per coloro che hanno bisogno di assistenza). La mascherina sarà d'obbligo, così come la frequente igienizzazione delle mani, anche per il personale.

Impianti di risalita al 50%

Per le seggiovie la portata massima resterà al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina chirurgica. La portata si potrebbe ridurre al 50% se le seggiovie verranno utilizzate con la chiusura delle cupole paravento. Diverso per cabinovie e funivie la cui portata si ridurrà al 50% sia nella fase di salita che di discesa, con uso obbligatorio di mascherina. Dovrà inoltre essere previsto un ricambio d'aria con l'apertura dei finestrini.

Bar e ristoranti sulle piste

Veniamo a un’altra tradizione della classica giornata di sci: il pranzo o l’aperitivo in quota. Niente après ski con musica e relativi assembramenti, consentita solo la declinazione con posti a sedere. Nei rifugi e nei locali in vetta vigeranno le medesime regole a cui siamo abituati anche in città. Il numero massimo di persone che possono essere presenti contemporaneamente all’interno dei locali è definito dalla singola struttura sulla base delle regole sul distanziamento definite nel protocollo ristorazione; raggiunto quello non entrerà più nessuno finché qualche cliente non uscirà. Fortemente caldeggiato il servizio all'aperto. I gestori dei locali dovranno far rispettare le regole e garantire guanti monouso, mascherine, disinfettanti per mani e per le superfici, carta monouso e un kit con mascherine Ffp2, occhiali e protezioni facciali per trattare eventuali casi di positività al personale.

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