Roma, 26 novembre 2020 - Si potrà sciare a Natale? Saranno aperti (o no a causa del Covid-19) gli impianti sciistici in Italia e in Europa? La questione, fonte di acceso dibattito nel governo (ma non solo) tra quelli che riaprirebbero per salvare l'economia e quelli del 'chiudiamo tutto', sembra orientarsi verso il 'No'. E questo nonostante il pressing delle Regioni. Ma il ministro Boccia nell'incontro di oggi ha ribadito agli enti locali che gli impianti riapriranno quando "l'epidemia sarà raffreddata". Ovvero: "Speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo". Guarda caso, vicino alla data (10 gennaio) proposta oggi da Angela Merkel. 

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La palla è nelle mani dell'Europa. "Serve una risposta coordinata Ue sui campi di sci" - dichiara il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, preoccupato per tutti coloro che pensano - vista la chiusura dell'Italia - di poter andare in Austria, in Svizzera, o in altri Paesi Ue a passare le vacanze di Natale. Per chi rientra dall'estero, comunque, sarà tampone obbligatorio. 

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Ma anche Bruxelles non sembra 'preoccuparsi' del problema. "Non ci sono raccomandazioni specifiche sullo sci, le nostre raccomandazioni per la sicurezza sanitaria, in termini di rafforzamento del coordinamento tra gli Stati, sono orizzontali, riguardano per esempio le regole sul distanziamento, sull'uso delle mascherine, si tratta di raccomandazioni che devono essere applicate a tutti i settori a seconda delle loro specificità", avvisa il portavoce della Commissione Ue Stefan de Keersmaecker. Della serie, la competenza sulle scelte di apertura o chiusura degli impianti è nazionale, non della Ue. 

Quindi chi decide? Al momento nessuno sembra prendersi la responsabilità. Ma dalla Germania arriva una richiesta: l'Ue vieti tutte le vacanze sciistiche fino al 10 gennaio. Così Angela Merkel ha dichiarato a Berlino, ammettendo però che sulla sua proposta "non sarà facile, ma ci proveremo". Sì perché ovviamente tutte le località sciistiche muoveranno 'guerra' affinché questo - la chiusura degli impianti fino al 10 gennaio - non accada.  

E infatti, qualche istante dopo la richiesta della Cancelliera, arriva l'altolà dell'Austria, che di chiudere proprio non ne vuole sapere. "L'Unione europea non ha competenza per lo sci, non può vietare nulla. I Governi e i Parlamenti nazionali e regionali decidono autonomamente cosa indicare in termini di politica  sanitaria in materia di sci", puntualizza Martin Selmayr, rappresentante della Commissione europea a Vienna. Quindi altre polemiche. E le fazioni si allargano. Da una parte dunque l'Austria (ma anche la Svizzera), dall'altra Italia e Germania, appoggiate anche dalla Francia per la quale i comprensori sciistici potranno riaprire durante le feste natalizie, "ma gli impianti resteranno chiusi". Così ha detto il premier francese Jean Castex.

Mentre si continua ad aspettare che qualcuno prenda una decisione, cerchiamo di capire cosa al momento è aperto. E dove. 

Impianti sciistici aperti

In Val d'Aosta gli impianti sono aperti ma possono essere utilizzati solo da atleti professionisti (squadre nazionali), punteggiati Fis e Fisi, e 'atleti di interesse nazionale'. La Federsci italiana da lunedì 30 dicembre allarga la definizione di 'atleta di interesse nazionale' anche alle categorie giovanili e master. Restando in Italia, impianti aperti e piste praticabili, solo per atleti professionisti o 'di interesse nazionale', anche a Solda ai piedi dell'Ortles in Alto Adige e a Passo Monte Croce tra Veneto e provincia di Bolzano.

In Svizzera, la stagione invernale ai piedi del Matterhorn, la dizione svizzera del nostro Monte Cervino, è iniziata. Alle frontiere italo-svizzere per quanto concerne la restrizione di viaggi non ci sono limitazioni. Sul sito del 'Tourist office' di Zermatt, una delle capitali degli sport invernali di tutto l'arco alpino che si trova nel Canton Vallese, si legge che la funivia e la ferrovia "quest'inverno sono a disposizione degli ospiti ma con precauzioni di sicurezza necessarie per garantire la salute di ospiti e dipendenti". Nel comprensorio sciistico di Zermatt, che raggiunge i 3.899 metri di altitudine, al momento si può sciare su 26 dei 322 chilometri disponibili e gli impianti asperti sono 10 dei 52 totali. Sempre in Svizzera, a Saas-Fee, sci libero per tutti: aperti 7 impianti su 23 (53 km su 100). Impianti e piste aperte anche a Parsenn nella zona di Davos dove sono percorribili 14km dei 95 complessivi (7 impianti aperti su 18). Nella zona del Bernese si scia a Glacier 3000 - Les Diablerets (9 km di piste percorribili su 30 totali). Impianti aperti anche a Titlis - Engelberg