di Paola Pioppi TREMEZZINA (Como) Pochi secondi di perdita di controllo dell’imbarcazione affittata per la vacanza, forse il sole che ha abbagliato per un istante la conducente del motoscafo, nell’esatto momento in cui un’altra barca era davanti a lei. Il motoscafo Nxt20 Mastercraft da 7 metri, si è leggermente impennato ed ha investito il Sea Roy 240 da 5 metri, passandogli sopra. Due dei tre ragazzi che erano a bordo di quest’ultimo motoscafo sono stati sbalzati in acqua, salvandosi. Ma non Luca Fusi, universitario di 22 anni di Guanzate, Bassa Comasca, che nell’urto sarebbe stato investito in pieno, ucciso sul colpo dall’imbarcazione più grande sulla quale viaggiavano undici giovani turisti belgi. Il condizionale è d’obbligo in queste prime ore in...

di Paola Pioppi

TREMEZZINA (Como)

Pochi secondi di perdita di controllo dell’imbarcazione affittata per la vacanza, forse il sole che ha abbagliato per un istante la conducente del motoscafo, nell’esatto momento in cui un’altra barca era davanti a lei. Il motoscafo Nxt20 Mastercraft da 7 metri, si è leggermente impennato ed ha investito il Sea Roy 240 da 5 metri, passandogli sopra. Due dei tre ragazzi che erano a bordo di quest’ultimo motoscafo sono stati sbalzati in acqua, salvandosi. Ma non Luca Fusi, universitario di 22 anni di Guanzate, Bassa Comasca, che nell’urto sarebbe stato investito in pieno, ucciso sul colpo dall’imbarcazione più grande sulla quale viaggiavano undici giovani turisti belgi. Il condizionale è d’obbligo in queste prime ore in cui si sta cercando di ricostruire cosa è accaduto ieri poco dopo le 17 sul lago di Como, davanti alla punta di Villa del Balbianello, uno dei punti più suggestivi del Lario.

Ma già nella sua dinamica essenziale, questo incidente sembra replicare quello avvenuto sul Lago di Garda una settimana fa, nella notte tra il 19 e 20 giugno, quando davanti a Salò erano stati trovati senza vita Umberto Garzanella, imprenditore di 37 anni, e Greta Nedrotti, 25 anni, anche lei finita in acqua dopo l’urto con un’imbarcazione che, in quel caso, non si era fermata a prestare soccorso. Morti nell’incidente tra un motoscafo Riva noleggiato da due turisti tedeschi di 52 anni, e la piccola imbarcazione su cui si trovavano le due vittime, tutti a Salò per assistere al passaggio della Mille Miglia. I due turisti, identificati dopo ore e indagati a piede libero per omicidio colposo e omissione di soccorso, sono ora tornati in Germania, in attesa di future comunicazioni della Procura di Brescia.

A Como, invece, i ragazzi a bordo del motoscafo che ieri avrebbe causato l’incidente, si sono fermati subito. Alla guida c’era una ventunenne, che fa parte di un gruppo di coetanei in vacanza sul Lario. Hanno affittato una casa in zona, e ieri erano usciti per divertirsi, fare una festa sulla barca e un po’ di sport. Il loro motoscafo era attrezzato per fare sci nautico, ma non risulta che al momento dell’incidente ci fosse qualcuno al traino, così come non risulta, stando alle primissime testimonianze, che la velocità fosse particolarmente elevata, anche se il danno durante l’impatto è stato violento, sentito a decine di metri di distanza: il Sea Roy è stato praticamente dilaniato in due punti, dall’Nxt che gli è passato sopra. Assieme alla vittima, c’erano due amici della stessa età, anche loro studenti universitari, che ieri avevano deciso di passare il pomeriggio in barca a prendere il sole, e si erano fermati in quel punto: Francesco Bassi di Fenegrò, conducente del motoscafo e Leonardo Rigamonti di Lurate Caccivio. Se la sono cavata con qualche escoriazione, ma lo choc è stato fortissimo soprattutto nei primi momenti. In pochi attimi, sono stati attivati i soccorsi: della Guardia di finanza, intervenuta con la motovedetta assieme ai vigili del fuoco, dei carabinieri di Menaggio e della polizia locale di Tremezzina, tutti a dare supporto per ricostruire quell’attimo tragico. Sono stati subito sentiti i testimoni, gente che lavorava sulla riva di fronte al luogo dell’incidente, o che si trovava su altre imbarcazioni a poca distanza. La conducente del motoscafo è stata sottoposta a un pretest alcolico, risultato negativo, ma ora, al di là della percezione di chi era presente, e di una dinamica ricostruita per sommi capi, le risposte vere, quelle capaci di dare tutte le risposte che ora rimangono sospese, dovranno arrivare dalle consulenze tecniche. Un aspetto è comunque certo: la tendenza a sottovalutare i pericoli del mettersi alla guida delle imbarcazioni, senza la dovuta preparazione, e senza la capacità di far fronte agli imprevisti.