Una professoressa mostra il Green pass dentro la scuola. Il 91,5% del personale scolastico si è vaccinato contro il Covid
Una professoressa mostra il Green pass dentro la scuola. Il 91,5% del personale scolastico si è vaccinato contro il Covid
di Giulia Prosperetti Prima battuta d’arresto per il ricorso presentato dall’Associazione nazionale insegnanti e formatori (Anief) contro l’obbligo della certificazione verde per docenti e personale ata. Il presidente della terza sezione bis del Tar del Lazio, Giuseppe Sapone, non ha ritenuto sussistessero i requisiti per intervenire in via d’urgenza e ha rimesso la decisione sulla sospensione del provvedimento alla trattazione collegiale del prossimo 5 ottobre. In sede di camera di consiglio i giudici decideranno se procedere o meno con la sospensiva o entrare nel merito con una sentenza. Per il momento resta valida la normativa che prevede l’automatica...

di Giulia Prosperetti

Prima battuta d’arresto per il ricorso presentato dall’Associazione nazionale insegnanti e formatori (Anief) contro l’obbligo della certificazione verde per docenti e personale ata. Il presidente della terza sezione bis del Tar del Lazio, Giuseppe Sapone, non ha ritenuto sussistessero i requisiti per intervenire in via d’urgenza e ha rimesso la decisione sulla sospensione del provvedimento alla trattazione collegiale del prossimo 5 ottobre. In sede di camera di consiglio i giudici decideranno se procedere o meno con la sospensiva o entrare nel merito con una sentenza. Per il momento resta valida la normativa che prevede l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione da parte del personale sprovvisto di Green pass.

La mossa tentata dal giovane sindacato fondato a Palermo per annullare, tra le altre, alcune disposizioni del decreto-legge n. 1112021 - ‘Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti’ prima dell’inizio del nuovo anno scolastico è fallita. E se il mese prossimo i giudici seguiranno la linea di Sapone, l’esito appare già scritto. Con un decreto tranchant il presidente ha già smontato la maggior parte delle obiezioni Anief. Sull’obbligo di possesso e dovere di esibizione della certificazione verde – ritenuta dal sindacato una violazione del diritto del personale scolastico a non essere vaccinato – il giudice ha affermato che "tale diritto non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile" dal momento che "deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza".

Il presidente della terza sezione bis del Tar del Lazio ha sottolineato come il predetto diritto sia già "riconosciuto dal legislatore il quale prevede in via alternativa la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2". Nessuna apertura nel decreto di Sapone neanche sulla gratuità dei tamponi per il personale scolastico che decida volontariamente, e non in presenza di un’esenzione per motivi di salute, di non vaccinarsi. Secondo il giudice "la presentazione del test in questione in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente a non sottoporsi a vaccinazione ed è stata prevista nell’esclusivo interesse di quest’ultimo, e, conseguentemente, a una sommaria delibazione, non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa".

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico rimane fiducioso e intenzionato a proseguire la sua battaglia. "Non è una sentenza e non è neanche un’ordinanza cautelare. Dunque la partita è aperta. Attendiamo che il Tar si esprima il 5 ottobre. Se il collegio condividerà la linea del presidente della terza sezione bis del Tar del Lazio andremo in Consiglio di Stato e anche davanti alla Corte di giustizia europea. E nel frattempo aspettiamo le pronunce d’urgenza dei tribunali ordinari sulla discriminazione subita da parte dei lavoratori della scuola dallo Stato".