Alessandro Farruggia Più che una ragazza di diciotto anni, Greta Thunberg è un simbolo. Un emblema di una generazione che si è stancata di sentirsi dire che gli adulti stanno lavorando seriamente per la soluzione del problema cambiamento climatico mentre vedono che nonostante le conferenze...

Alessandro

Farruggia

Più che una ragazza di diciotto anni, Greta Thunberg è un simbolo. Un emblema di una generazione che si è stancata di sentirsi dire che gli adulti stanno lavorando seriamente per la soluzione del problema cambiamento climatico mentre vedono che nonostante le conferenze mondiali sul clima e le tante parole le emissioni non solo non si sono ridotte ma continuano a crescere, così come le temperature globali, gli eventi estremi, gli impatti sulla biodiversità.

Greta è stata il bambino della favola di Hans Christian Andersen che con gli occhi dell’innocenza grida "il re è nudo". Greta Thunberg è stata colei che con la sua testimonianza e il suo impegno, con il suo gesto fuori dagli schemi di lasciare per un anno la scuola ha acceso l’impegno ambientalista una generazione troppo spesso tacciata di scarsa attenzione ai problemi del mondo e ridestato l’interesse dei mass media per il tema dei cambiamenti climatici. Non è poco essere stata il catalizzatore di un risveglio. Il suo ruolo è stato quello di denunciare, il ruolo degli adulti è quello di tradurre la buona volontà, se c’è, in azioni. E da giovane adulta, Greta è ora chiamata a reinventarsi , ad assumersi nuove responsabilità.

Il francobollo – bruttino, peraltro – è un gesto di attenzione ed è meritato, ma se riuscirà a immaginare una Greta 2.0 che dia ali e concretezza alla sua denuncia, la giovane Thunberg si meriterà ben altri riconoscimenti. La strada è in salita. Il difficile, Greta, viene ora.