Il sindaco Luigi De Magistris durante la demolizione della Vele Verde a Scampia (Ansa)
Il sindaco Luigi De Magistris durante la demolizione della Vele Verde a Scampia (Ansa)

Napoli, 20 febbraio 2020 - "Scampia batte Gomorra 3-0". Non ci sono esplosioni, non si alzano i classici polveroni che nascondono l'edificio che sta collassando in una gigantesca nube. E' cominciata con una ruspa la demolizione della prima delle ultime quattro Vele di Scampia. Già Scampia, un'area per anni simbolo del degrado, dello spaccio di droga, della camorra. Ma anche della lotta dei tanti cittadini per bene che non si danno per vinti. Ora il progetto Re-Start Scampia ha come obiettivo quello di trasformare la "Scampia di Gomorra" in una periferia che possa a essere a misura dei cittadini.

Si parte dunque dalla Vela A (conosciuta come la Vela Verde), la cui demolizione viene effettuata ultizzando escavatori allestiti con una pinza oleodinamica. Si tratta di un edificio alto 45 metri: 50mila metri cubi da demolire, 1.800 metri quadrati di area coperta. 

"Scampia batte Gomorra 3-0" è il commento dei sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. "Per anni questa zona è stata equiparata a Gomorra invece non è così. C'è stata lotta e dignità dei cittadini di Scampia ed una bella pagina di collaborazione tra Governo e amministrazione".

"Le Vele rappresentato un marchio negativo, ma noi oggi raccontiamo un'altra storia, quella di un popolo descritto come quello dei brutti, sporchi e cattivi", ha detto Omero Benfenati, portavoce del Comitato Vele.

Realizzato negli anni '80, su progetto di Franz di Salvo, il complesso delle Vele era originariamente composto da 7 edifici (a corpo doppio), collocati su due lotti diversi: il lotto L, che ne accoglieva tre, e il lotto M, sul quale ne furono realizzati quattro. La demolizione delle tre Vele del lotto L (Vele F, G, H) è avvenuta in tre distinti momenti, con gli abbattimenti del 1997, del 2000 e del 2003.

Oggi sono stati trasferiti nei nuovi alloggi di edilizia residenziale più di 800 famiglie.