di Elena G. Polidori La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, sarà domani in visita a Tripoli per incontrare il collega libico Fathi Ali Bashagha. Sul tavolo, ovviamente, il dossier migranti, con l’impennata di sbarchi delle ultime settimane, questione che la porterà anche in Tunisia nei prossimi giorni. Viaggi decisi ieri mattina, durante un incontro al vertice a Palazzo Chigi, dove oltre alla titolare dell’Interno erano presenti anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e degli Esteri, Luigi Di Maio, nonchè il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli. È stato fatto il punto sulla...

di Elena G. Polidori

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, sarà domani in visita a Tripoli per incontrare il collega libico Fathi Ali Bashagha. Sul tavolo, ovviamente, il dossier migranti, con l’impennata di sbarchi delle ultime settimane, questione che la porterà anche in Tunisia nei prossimi giorni. Viaggi decisi ieri mattina, durante un incontro al vertice a Palazzo Chigi, dove oltre alla titolare dell’Interno erano presenti anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e degli Esteri, Luigi Di Maio, nonchè il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli.

È stato fatto il punto sulla presenza militare italiana legata al decreto missioni e in particolare su aspetti come lo sminamento, alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni che hanno riportato la questione migranti in testa all’agenda. "I poliziotti allo stremo, anche con 32 ore consecutive di servizio, e decine di agenti in isolamento – ha attaccato nel mentre Matteo Salvini – è il risultato dell’emergenza sbarchi in Italia. Eppure il governo pensa di cancellare i decreti Sicurezza, anzichè applicarli per difendere i confini. Questo governo mette in pericolo l’Italia e perfino le Forze dell’Ordine".

La Sicilia resta, al momento, terra di approdo, con tensioni e paure che alimentano l’insofferenza e la protesta per la presenza di positivi al Covid-19 (11 persone). Si tratta del gruppo degli oltre 60 asiatici approdati l’altro giorno a Pozzallo. Risultati positivi, tutti asintomatici, sono stati già isolati. "Continua ad emergere un quadro sconfortante nel quale si erge il silenzio del ministero dell’Interno. Ciò mi impone di adottare in giornata una ordinanza", ha tuonato il governatore Nello Musumeci, aggiungendo: "Stanno giocando con il fuoco!".

I fatti di Amantea dell’altro giorno dimostrano che il clima è caldissimo. A stemperarlo, provvisoriamente, la decisione di trasferire a Roma, nell’ospedale militare del Celio, i migranti ospitati nel paese calabrese, mossa apprezzata dalla presidente della Regione Calabria Jole Santelli che tuttavia ha rilanciato: "Il problema rimane; ci vogliono unità navali destinate all’assistenza e alla sicurezza sanitaria dei migranti".

Anche il Viminale, però, ha mosso le sue pedine. È stato pubblicato, infatti, un nuovo avviso per la presentazione di manifestazioni di interesse per il noleggio di unità navali da adibire a strutture provvisorie per l’assistenza e la sorveglianza sanitaria di migranti. La nave ‘Moby Zaza’, dal mese di giugno adibita per questo scopo e tuttora in Sicilia, continuerà comunque ad essere utilizzata come struttura per la quarantena. Quindi la rassicurazione, sempre dal ministero dell’Interno: "Massima attenzione per la sicurezza sanitaria di Sicilia e la Calabria, regioni più esposte agli sbarchi autonomi dei migranti". Ma si dice "abbastanza preoccupato" il sindaco Pozzallo, Roberto Ammatuna, che ieri è salito al Viminale: "Una città come quella di Pozzallo non vuole correre il pericolo di contagi esterni. Io ritengo che tutto questo si possa evitare".