Saturimetro, pulsossimetro (foto Alive)
Saturimetro, pulsossimetro (foto Alive)

Il pulsossimetro detto anche saturimetro è uno strumento portatile utilizzato per monitorare la quantità di ossigeno arterioso presente nel sangue circolante di una persona. Esistono decine di tipi diversi di saturimetro, da quelli hi tech per impiego in ambito sanitario fino ai sensori da polso incorporati negli smartwatch più evoluti, esistono cioè soluzioni per tutte le tasche, anche apparecchietti basic molto più economici. Normalmente il pulsossimetro di range professionale viene utilizzato in medicina, dagli specialisti, come pure dall'infermiere professionale al letto del malato, ma chiunque può avvalersi di questo dispositivo, rientra ad esempio tra gli ausili impiegati in palestra per misurare l'efficienza respiratoria durante l'attività sportiva, negli allenamenti, oppure in fisioterapia quando occorre valutare la ripresa della capacità ventilatoria nei convalescenti. Negli ultimi mesi il saturimetro è balzato alla ribalta della cronaca perché si è rivelato prezioso nei confronti dei soggetti Covid-19 sotto osservazione. Attraverso il test (ossimetria) si riesce infatti a sospettare una complicanza severa, vale a dire che qualora si dovesse verificare un calo di concentrazione di ossigeno nel torrente circolatorio sarebbe il segnale inequivocabile che un malato sta covando una polmonite interstiziale, quindi segno che il soggetto monitorato si sta aggravando al punto tale da rendersi necessario un trasporto in ambulanza con accesso al pronto soccorso o alla terapia intensiva.

Bollettino Covid 15 novembre

Come funziona

Lo strumento viene posizionato su piccole parti anatomiche del corpo umano facilmente accessibili, come il dito indice della mano, in modo da avvolgerlo come un manicotto e misurare, mediante un sensore ottico, il livello di ossigeno che in quel momento è in grado di raggiungere gli organi periferici attraverso il sangue, una capacità tecnicamente detta perfusione. Si può impiegare sia a livello ambulatoriale, ospedaliero, in emergenza, sulle ambulanze, quando è necessario valutare la necessità di ricorrere alla ventilazione assistita, cioè quando una respirazione spontanea risulta insufficiente a garantire i parametri vitali. Permette anche di valutare l'efficacia delle terapie farmacologiche e delle manovre rianimatorie eseguite per riportare la tensione dell'ossigeno a valori accettabili, compatibili con la fisiologia umana. Dunque si tratta di un apparecchio salvavita che può essere utilizzato da chiunque, e nel caso dei pazienti positivi al Coronavirus a casa o in ospedale permette di seguire passo dopo passo l'evoluzione della malattia, mostra cioè se siamo in una fase di miglioramento o di peggioramento. La saturimetria con pulsossimetro è stata introdotta anche dai servizi di telemedicina, per controllare nel tempo pazienti con bronchite cronica, asma, allergie, enfisema, broncopneumopatie croniche ostruttive, e consente di ridurre il numero di accessi impropri al pronto soccorso in quanto agisce anche sul versante della prevenzione permettendo di sorvegliare anche in continuo le condizioni di salute di un determinato paziente.

L'evoluzione

Fino a gennaio questo era un apparecchietto che utilizzavano solo i medici e gli allenatori, un morsetto che avvolge il polpastrello del dito di una mano. Attualmente è un esame indispensabile per valutare i danni striscianti da virus Sars-Cov-2 ai polmoni. Da perfetti sconosciuti dunque questi pulsossimetri sono diventati oggetti del desiderio, spesso introvabili in farmacia, spesso gravati da rialzi ingiustificati di prezzo a causa della speculazione, si possono infatti trovare online a prezzi gonfiati.

Quanto costa

Il costo di un saturimetro può variare, da un minimo di 20-30 euro nelle catene della grande distribuzione o su internet per i modelli basici, cioè quelli più semplici e intuitivi che indicano un valore generico di ossigeno nel sangue, fino a quelli più precisi e sofisticati, per impiego in ambito clinico, che vanno sopra i 100 euro, e vengono adottati per seguire casi clinici complessi nei reparti di malattie respiratorie (pneumologia) o nelle sale di rianimazione. In alternativa, come dicevamo, è possibile trovare la funzione di controllo dell'ossigenazione incorporata negli smartwatch e nei braccialetti utilizzati dagli sportivi, che trasmettono i valori a una app collegata, sul proprio telefono, tablet, smartphone o sul computer. Con la pandemia, questi stumenti inizialmente riservati solo agli addetti ai lavori sono andati letteralmente a ruba, ed è quindi molto difficile trovarli, anche se la produzione è stata moltiplicata a livelli esponenziali. Questi saturimetri permettono infatti di valutare se la persona che si sottopone all'esame ha una dispnea, cioè una fatica a respirare, causata dal Coronavirus. Mario Balzanelli, presidente nazionale della catena del soccorso 118, ha più volte affermato pubblicamente che l’impiego dello strumento ha permesso di salvare molte vite in quanto avverte quando una respirazione normale comincia ad andare in affanno, segno di una improvvisa infiammazione a carico delle basi polmonari, mentre i medici di famiglia raccomandano che, specialmente gli anziani seguiti a casa, siano periodicamente monitorati con il saturimetro. Balzanelli indica 96% 95% e 92% come valori di riferimento nei casi Covid-19, ma andiamo con ordine.

Saturimetro: chi dovrebbe averlo e perché

I valori da controllare

In condizioni normali, la saturazione dell’emoglobina arteriosa si avvicina al 100 per cento. In presenza di malattie respiratorie o situazioni critiche conseguenti a traumi, questo valore tende a calare. I valori ottimali dell'emoglobina satura di ossigeno si aggirano intorno al 97-98%. Quando i valori scendono al 90% si parla di ipossiemia (ridotta quantità di ossigeno nel sangue). La situazione diventa critica, o disperata, quando la percentuale va sotto l'80%. Il saturimetro riflette la percentuale di molecole di ossigeno legate all'emoglobina dei globuli rossi (ossiemoglobina), permettendo così di stabilire, in fase precoce, lo stato di ipossiemia (ridotta quantità di O2, cioè di ossigeno disponibile nel sangue). Quando si applica al dito misura la percentuale di ossigeno attraverso il sangue che scorre sotto l’unghia. In questi casi, i valori normali di saturazione di ossigeno sono, nei soggetti sani, costantemente superiori al 96%. In pazienti giovani con valori di emoglobina normali (non anemici), privi di altre patologie respiratorie e cardiovascolari, il riscontro improvviso di valori inferiori al 95% deve, quindi, destare sospetto imponendo l’immediata segnalazione del dato rilevato alla Centrale Operativa 118, per la valutazione sanitaria istituzionalmente competente, che può essere effettuata, in tempo reale, h 24, tutti i giorni della settimana, dal medico di Centrale 118.

In un analogo contesto di patologia Covid-19 correlata, per caso sospetto o conclamato, in pazienti anziani o con patologie respiratorie e cardiovascolari concomitanti croniche (bronchiti cronici, asmatici, insufficienza cardiaca ecc) il riscontro, improvviso, di valori inferiori al 92%, deve imporre l'immediata valutazione sanitaria da demandare alla Centrale Operativa del 118.

Per poter effettuare le misurazioni di battito cardiaco e del livello di saturazione dell'ossigeno nel sangue, il paziente deve posizionare un dito sul sensore fotoelettrico del dispositivo che misurerà i livelli del battito cardiaco e della saturazione di ossigeno nel sangue tramite un fascio di luce rosso e uno infrarosso. Attraverso la comparazione di come queste due luci vengono assorbite dal sangue, il sensore fornisce il valore di saturazione dell'ossigeno. I dati misurati vengono poi visualizzati sul display.