11 mar 2022

Sanzioni ad Abramovich Requisito il Chelsea

Cessione sospesa, il club potrà finire la stagione con una licenza speciale. Stop a merchandising, biglietti, mercato. Il premier Johnson: "Nessuna pietà"

giovanni rossi
Cronaca
Roman Arkadievic Abramovich, 55 anni, oligarca russo sanzionato dal Regno Unito
Roman Arkadievic Abramovich, 55 anni, oligarca russo sanzionato dal Regno Unito
Roman Arkadievic Abramovich, 55 anni, oligarca russo sanzionato dal Regno Unito

di Giovanni Rossi

Il Regno Unito ’requisisce’ il Chelsea. Il premier Boris Johnson firma il colpo ad effetto. Roman Abramovich, il 55enne oligarca russo della prima ora che possiede il club da 19 anni, non potrà più ottenere un solo penny della società appena messa in vendita per una cifra tra 2 e 3 miliardi di sterline (con la promessa di destinare il ricavato a un imprecisato fondo per le vittime del conflitto russo-ucraino). La cessione è "sospesa" e richiederà una "licenza" del Tesoro. Il governo, arcigno stopper, concede ai Blues commissariati solo una "licenza speciale" per continuare a pagare gli stipendi e partecipare alle competizioni sportive. Per il resto, club congelato e amministrazione controllata: blocco del merchandising e della vendita dei biglietti, nessun contratto rinnovabile, nessun acquisto o cessione di giocatori. Cesar Azpilicueta, Antonio Rudiger e Andreas Christensen, tutti in scadenza, a fine anno dovranno partire. Il club annuncia ricorso. Con un monte stipendi mensile di 28 milioni di sterline, le strette regole del commissariamento potrebbero non garantire l’effettiva chiusura della stagione.

I tifosi sono in subbuglio. Da oggi in poi a Stamford Bridge (capienza 41mila posti) potranno accedere solo i 28mila abbonati. Quisquilie, secondo il governo, rispetto alla posta ’etica’ in gioco e all’effettività delle sanzioni economiche ai sette Paperoni della stretta cerchia putiniana: accompagnano Abramovich nella lista puniti (sigilli alle proprietà e divieto di ingresso nel Paese) il magnate dei metalli Oleg Deripaska; Igor Sechin, numero uno di Rosneft; Aleksei Miller, gran capo di Gazprom; Andrei Kostin e Dmitri Lebedev, banchieri di fiducia del Cremlino; Nikolai Tokarev, presidente di Transneft. "Non possono esserci rifugi sicuri per coloro che hanno sostenuto il feroce assalto di Putin all’Ucraina – tuona Johnson –. Saremo spietati nel perseguire coloro che consentono l’omicidio di civili, la distruzione di ospedali e l’occupazione illegale di paesi sovrani". Nadine Dorris, ministra dello Sport, motiva la misura sia con la volontà di punire gli uomini più vicini al Cremlino, sia con la "priorità di proteggere l’integrità del club, i tifosi e il calcio".

Abramovich, patrimonio personale attorno a 13 miliardi di euro – e tra i sette sanzionati di certo il più presente a ’Londongrad’ anche grazie ai passaporti alternativi israeliano e portoghese –, ormai da anni era ritenuto una presenza imbarazzante. A parte l’entusiasmo dei tifosi, cui ha regalato 18 trofei (con 5 Premier, 2 Champions League, 2 Europa League e il Mondiale), le polemiche sul suo personaggio erano ormai quotidiane. Allo scoppio del conflitto, ha reagito con riflessi velocissimi mettendo all’asta la società: "La scelta migliore", ha dichiarato. Ma alienare un pezzo di storia per sfuggire alle sanzioni non è come spostare gli amati panfili in acque internazionali. Altro che Chelsea: i mega yacht Solaris ed Eclipse, valore 600 milioni di dollari l’uno, viaggiano ormai verso porti sicuri. Lontano dal rischio di blocchi o confische.

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