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11 nov 2016

San Martino, la poesia. Testo e curiosità

"Finito ore 3", scrisse Giosuè Carducci. Era l'8 dicembre 1883 e la poesia non si chiamava 'San Martino'

11 nov 2016
Giosuè Carducci
Giosuè Carducci
Giosuè Carducci
Giosuè Carducci

Roma, 11 novembre 2016 - "La nebbia a gl'irti colli". Non c'è infanzia senza la poesia di San Martino . Quei versi ripetuti allo sfinimento, inculcati nelle memorie dei bambini di generazione in generazione, possono essere paraganati, parafrasando, a un battesimo didattico. Dolce e ritmato, quasi una coccola. Il testo di Giosuè Carducci è uno dei primi che, solitamente, viene fatto imparare alle scuole elementari. E che resiste alle sacrosante rivoluzioni della didattica, al trionfo dell'apprendimento emotivo sulla meccanica immaganizzazione di concetti. Carducci, toscano di nascita ma bolognese d'adozione, verga la poesia l'8 dicembre 1883 ("Finito ore 3 pomeridiane", firma nel testo autografo con titolo 'Autunno') e la inserisce nella raccolta di liriche 'Rime Nuove'. Nel supplemento Natale e Capo d'anno dell'Illustrazione Italiana del dicembre 1883 il componimento viene chiamato ' San Martino '. Il titolo definitivo viene così inserito nelle Rime nuove. Secondo alcuni studiosi, il poeta risorgimentale, primo italiano a vincere il Nobel per la Letteratura nel 1906, si sarebbe ispirato nella stesura a una lirica di Ippolito Nievo, vergata 25 anni prima di San Martino. La poesia di Nievo contiene alcuni termini (nebbia, colli, mare, pensieri, uccelli, vespero, rosseggiare, ecc.) e immagini che riecheggiano insistentemente nel testo di Carducci. Curiosità: Fiorello , negli anni '90, ha giocato con Carducci, musicando il brano in una canzone di discreto successo. 

Ecco il testo  della Poesia di San Martino

"La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar".

© Riproduzione riservata

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