Il frammento osseo su cui la Procura ha ordinato ai carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Parma di estrapolare il profilo biologico del Dna è stato trovato da un passante a Boretto e consegnato ai carabinieri, che lo hanno posto sotto sequestro il 3 novembre. Il reperto, come anticipato ieri dal nostro giornale, sembra appartenere a una scatola cranica umana: non è stato ripescato dalle acque, ma sul greto del fiume, al Lido Po. La certezza che si tratti di un resto umano, eventualmente appartenente a Saman Abbas, potrà arrivare dagli esami che il Ris farà a metà gennaio. L’esame genetico è stato disposto dal pm Laura Galli nell’ambito di accertamenti tecnici non ripetibili che riguardano anche abiti sequestrati il 6 novembre a casa dello zio Danish Hasnain. Sono cinque gli indagati per la scomparsa di Saman. I genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, partiti il primo maggio per il Pakistan, sono latitanti. Nel corso dei mesi sono stati recuperati anche reperti sui cui sono in corso accertamenti tecnico-scientifici per verificare se possano appartenere alla giovane scomparsa.