di Elena G. Polidori "Fantasie". Matteo Salvini (nella foto) liquida così la spaccatura, propedeutica a una possibile scissione, che si sarebbe aperta nella Lega tra la base ‘nordista’ del partito e quella a vocazione nazionale, incarnata dallo stesso leader del Carroccio, soprattutto dopo lo switch definitivo dalla Lega Nord in Lega Nazionale ’per Salvini premier’. Un progetto che nasce per consolidare lo stesso Salvini alla guida del...

di Elena G. Polidori

"Fantasie". Matteo Salvini (nella foto) liquida così la spaccatura, propedeutica a una possibile scissione, che si sarebbe aperta nella Lega tra la base ‘nordista’ del partito e quella a vocazione nazionale, incarnata dallo stesso leader del Carroccio, soprattutto dopo lo switch definitivo dalla Lega Nord in Lega Nazionale ’per Salvini premier’. Un progetto che nasce per consolidare lo stesso Salvini alla guida del centrodestra, ma che trova molti ostacoli al suo interno, a cominciare da quel nocciolo di duri e puri, che proprio in Lombardia e poi in Veneto, si sentono "traditi" e guardano ancora ai diretti interessi del Nord.

A contendere la leadership a Salvini, secondo i rumors di via Bellerio, sarebbero da un lato Giancarlo Giorgetti, dall’altro il governatore veneto Luca Zaia, quest’ultimo in procinto di ottenere un plebiscito alle prossime elezioni regionali che ne rafforzerebbero la posizione. Fandonie, comunque, per Salvini che anche ieri ha gettato acqua sul fuoco: "Ma perché devo commentare le cose che non esistono?". A dargli man forte, almeno in questa fase (in seguito, si vedrà) è stato lo stesso Zaia. "Contrasti con Salvini? Fantasie, forse è la speranza di qualcuno…", ha risposto il governatore "cioè, forse è più la speranza di qualcuno che la realtà". Nella Lega, assicura, "non c’è né scissione, né scalata. Noi veneti siamo sempre quelli di prima, abbiamo sempre lo stesso obiettivo che è l’autonomia, dettiamo l’agenda di governo rispetto all’autonomia. Non abbiamo mai smentito le nostre radici e le nostre origini. Come veneti, ribadisco, la grande sfida resta quella dell’autonomia, sostanzialmente il completamento di quel percorso che la Costituzione prevede".

Salvini, in realtà, sembra oggi più concentrato sulla Lombardia e su Milano, pronto ad azzerare sul nascere le voci di un possibile "commissariamento" del presidente della Regione: "Non è all’ordine del giorno" l’idea di affiancare ad Attilio Fontana, un vicepresidente ‘operativo’ come l’assessore al Bilancio e Attività produttive, Davide Caparini, ha spiegato il leader leghista che, tuttavia, è convinto che “dopo le regionali di autunno, anche le Comunali della prossima primavera saranno un segnale chiaro di come la pensano gli italiani veri".