2 feb 2022

Salvini presenta il conto al governo "Basta coi no alle nostre richieste"

Il leader leghista ricompatta le fila del partito. Ma il suo progetto di federazione non decolla

antonella coppari
Cronaca
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 48 anni, alla sede del partito, in via Bellerio
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 48 anni, alla sede del partito, in via Bellerio
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 48 anni, alla sede del partito, in via Bellerio

di Antonella Coppari Autocritica? Neanche a parlarne. Per Matteo Salvini i passi falsi nella trattativa per il Quirinale sono figli dei suoi alleati: "È mancato un pezzo di coalizione". Nel primo consiglio federale dopo il voto non cambia di una virgola la strategia. Scuote il partito: "Prendetevi le vostre responsabilità, mettete la faccia sulle scelte". E presenta il conto a Palazzo Chigi, squadernando la lista di richieste che vuole portare a Draghi quando lo incontrerà "nelle prossime ore": no alla riforma del catasto, no a nuove restrizioni sanitarie, no alla distinzione tra bimbi vaccinati e no nelle scuole, intervento drastico contro i rincari delle bollette, impegno contro l’immigrazione a difesa dei confini. Chi pensava che il divorzio da Giorgia Meloni e la riconferma di Mattarella ("ne rivendico la scelta") fossero il prologo a una svolta moderata del leghista sarà deluso. La Lega resta un partito di lotta e di governo. "Il premier non può respingere sempre le nostre richieste", il ragionamento. Almeno in parte, si tratta di richieste astute. Il Capitano sa che il primo a non volere nuove restrizioni, salvo un drammatico aggravarsi della situazione, è Draghi. Più spinoso il fronte delle bollette e dei rincari energetici che si profila come come la vera emergenza da affrontare. A esigere un nuovo scostamento di bilancio sarà l’intera maggioranza, non solo Salvini. Potenzialmente esplosiva rimane la mina del catasto e quella di Montepaschi, ma si vedrà. In questo quadro, si colloca la preoccupazione di Giorgetti. Il titolare del Mise segue il consiglio federale in rete per un’ora, prima di essere richiamato dai doveri ministeriali: in tempo per condividere (come tutto lo stato maggiore) la relazione del capo, e per rimarcare che con un maggioranza così larga "sarà complicato" per l’esecutivo arrivare al 2023. Non sarà facile portare a casa dei risultati – ...

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