Roma, 26 agosto 2018 - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è indagato e il lavoro della magistratura va rispettato. Ma Salvini non ha violato il codice etico dei ministri contenuto nel contratto di governo, quindi "deve continuare a fare il ministro in questo momento". E' quanto sottolinea il vicepremier Luigi Di Maio, che in un lungo intervento su Facebook dice di "voler fare chiarezza" su "alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni". "Il ministro Salvini è indagato, gli sono contestati alcuni reati dal pubblico ministero e credo che quello sia un atto dovuto in quanto ministro dell'Interno. Come ci si comporta in questi casi? Prima di tutto - osserva Di Maio - ricordiamoci che nel nostro contratto di governo c'è anche il codice etico dei ministri e secondo questo (che è anche il codice del movimento 5 Stelle) il ministro dell'Interno deve continuare a fare il ministro in questo momento". E aggiunge: "C'è comunque pieno rispetto" per l'azione della magistratura.

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Nave Diciotti, sbarcati tutti i migranti

"Non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità come governo coscienti del fatto che abbiamo fatto l'interesse nazionale e ci difenderemo per le decisioni che abbiamo preso ma non per questo adesso dobbiamo cominciare ad attaccare i pm che portano avanti il loro lavoro. Non possiamo applaudire a quei pm che arrestano un mafioso e poi a uno stesso pm porta avanti un'inchiesta diciamo che non va bene. Noi abbiamo sempre detto che le istituzioni vano rispettate", conclude Di Maio.

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RENZI ALL'ATTACCO - Ed ecco che Matteo Renzi parte subito all'attacco. "Non chiediamo a Di Maio di far dimettere # Salvini "in 5 minuti". No! Noi diciamo solo a Di Maio che la sua #DoppiaMorale è una vergogna civile. E che manganellare via web gli avversari quando fa comodo non è politica, ma barbarie. Parlavano di onestà, dovrebbero scoprire la civiltà", scrive l'ex segretario Pd su Twitter.

BERLUSCONI DIFENDE SALVINI - Berlusconi invece scende in campo in difesa di Salvini. "Esprimo la mia vicinanza a Matteo Salvini la cui assurda e inconsistente vicenda giudiziaria, non potrà che avere un esito a Lui favorevole. Ancora una volta l'autorità giudiziaria è intervenuta su una vicenda esclusivamente politica su cui non dovrebbe minimamente interferire".

SALVINI: NON MOLLO - Lo stesso Salvini, su Twitter e Facebook, oggi ha scritto: "Da ieri sera quasi centomila tweet #nessunotocchiSalvini! Grazie, siete incredibili! Io non mollo, ve lo garantisco. Sempre più determinato a difendere gli italiani, un brindisi a chi indaga, insulta o ci vuole male!", ha aggiunto allegando una suo foto con la canna da pesca e un boccale di birra. "Io continuo, orgoglioso, il mio lavoro - ha scritto Salvini in un altro post - . Sperando di farlo senza essere indagato, ho finanziato per la prima volta l'iniziativa scuole sicure, che prevederà controlli straordinari anti-droga in numerose città per bloccare gli spacciatori di morte (spesso immigrati irregolari) davanti alle scuole italiane, alla riapertura di settembre".

Più tardi in un altro tweet chiama in causa il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, titolare dell'inchiesta sul caso DIciotti: "Qualche mese fa - scrive Salvini - il procuratore di Agrigento (quello che mi sta indagando) diceva: 'Il rischio di terroristi a bordo dei barconi è altò. Ha cambiato idea? Per me il problema rimane lo stesso anche oggi". 

CEI: NO POLITICA SULLA PELLE DEI POVERI - "Non si può far politica sulla pelle dei poveri", è invece la presa di posizione della Cei, attraverso il suo portavoce Ivan Maffeis, in un'intervista a Sky Tg24. La Conferenza episcopale italiana ha deciso di ospitare e accogliere cento dei migranti bloccati in questi giorni. "Il rischio di strumentalizzare i poveri anche laddove giustamente si chiede una risposta corale e condivisa rimane veramente alto - aggiunge Maffeis - Il governo ha usato queste persone per forzare l'Europa ad una risposta, che si è rivelata alquanto parziale, alquanto debole".

PIANTEDOSI: "SERENO E TRANQUILLO" - Intanto si dice assolutamente "sereno, tranquillo e determinato", Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministro dell'Interno, che - secondo quanto riferiscono fonti vicine al capo di gabinetto - afferma di non essere "turbato" dall'indagine del pm di Agrigento. Il suo rapporto con Salvini, professionale e umano - aggiungono le stesse fonti - non è in discussione e si è addirittura rinforzato. Piantedosi è convinto che sull'affaire Diciotti non sia stata violata alcuna norma.