Il leader della Lega, Matteo Salvini (nella foto), è stato ascoltato ieri nel Palazzo di Giustizia di Napoli come persona offesa, nel processo che vede imputati i membri dei 99 Posse per diffamazione nei suoi confronti, in relazione a un video diffuso nel 2015 alla vigilia di una manifestazione della Lega a Roma.

Nel video, Salvini veniva qualificato dai membri dei 99 Posse come "una lota" (termine dispregiativo del dialetto napoletano) e un razzista, con l’invito a prenderlo "a calci in c..." in ogni città nella quale si fosse presentato. Quest’ultima esortazione è vista da Salvini come "un attacco personale", tanto più grave perché alla vigilia della manifestazione di piazza del Popolo della Lega: "C’era un clima non bello, con un’istigazione a non permettere che si svolgesse quell’iniziativa". Il leader del Carroccio si è detto però pronto a risolvere la vicenda "in pochi secondi" se, da parte dei 99 Posse, "ci fosse il riconoscimento dell’errore, le scuse e una donazione a un’associazione di volontariato del territorio".

Ma la band guidata da ’O Zulù non si è palesata in Tribunale. "Torno a casa sereno lo stesso, ho gusti musicali diversi, preferisco De Andrè e De Gregori ai 99 Posse ma questo fa parte della soggettività e del bello della musica", ha chiuso Salvini.